Tessile e abbigliamento, il settore cresce con 1.650 imprese

Secondo i dati di Univa “alla fine del 2016 abbiamo registrato un segno positivo in controtendenza rispetto al resto dell’industria del territorio"

Le imprese del tessile

Come sta andando il settore del tessile e abbigliamento in provincia di Varese? “Note positive arrivano dall’ultima analisi congiunturale del nostro Ufficio Studi” ha detto il presidente Piero Sandroni durante l’Assemblea Annuale del Gruppo merceologico dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese che si è svolta a Busto Arsizio. Un momento per fare il punto della situazione di una filiera produttiva che, nonostante la crisi degli ultimi anni, è rimasta intatta nella sua multi-specializzazione e che conta ancora 1.650 imprese attive, per un totale di circa 14mila addetti.

“Alla fine del 2016 – ha analizzato Sandroni – abbiamo registrato un segno positivo in controtendenza rispetto al resto dell’industria del territorio: il 68% delle imprese del nostro settore ha dichiarato livelli produttivi in crescita rispetto al trimestre precedente e il 32% stabili. La consistenza del portafoglio ordini riflette l’andamento della produzione prevista ed è trainata dal mercato interno”.

Non è tutto oro, però, quello che luccica però e a mantenere i piedi per terra ci pensa il confronto con i dati nazionali relativi al commercio estero. Nonostante, infatti, il settore continui nel Varesotto a destinare ai mercati esteri il doppio di quanto l’intero territorio importi da oltre confine, le percentuali provinciali di import ed export risultano in calo, specialmente se paragonate alla media italiana. C’è poco da festeggiare, insomma. Le esportazioni del 2016, pari ad un valore superiore a 906 milioni di euro e al 10% del totale dell’export della Provincia di Varese, hanno registrato un -3,3% rispetto al 2015, contro un +1,2% nazionale. Mentre le importazioni varesine, 545 milioni di euro, hanno avuto una flessione del 3,7%, a fronte di un più stabile +0,3% nazionale.

Incoraggianti, d’altra parte, i dati relativi agli ammortizzatori sociali, che evidenziano una riduzione del 67,30% nel ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (Cigo). Durante il 2016 le aziende del settore Tessile-Abbigliamento-Pelletteria del Varesotto hanno richiesto 988.991 ore di Cigo contro i 3.024.705 dell’anno 2015. “Le prospettive per il biennio 2017-18 – ha precisato Piero Sandroni – sono di una moderata ripresa degli acquisti da parte del mercato interno e di un rilancio della crescita delle vendite estere basata sul rafforzamento della richiesta mondiale dei prodotti della moda made in Italy, su cui incide positivamente soprattutto l’incremento della domanda del mercato cinese e l’aumentata capacità del potere di acquisto delle popolazioni dei paesi emergenti”.

Al di là dei numeri e dei dati congiunturali, ha spiegato nella sua relazione il Presidente Sandroni, “le imprese del settore sono costantemente schiacciate, da una parte, dalla necessità di produrre manufatti di alta qualità e, dall’altra, dai volumi di produzione richiesti dal mercato che rimangono insufficienti per garantire i giusti ritorni economici”. Ritorni, tra l’altro, “necessari a permettere quegli investimenti indispensabili per mantenere competitive le aziende, per evolvere verso l’industria 4.0 e per adattarsi ad un mercato di distribuzione dei prodotti sempre più digitale”.

La ripresa, per il presidente del Gguppo merceologico dell’Unione Industriali, è dunque lontana. Ne mancano le pre-condizioni, così descritte dallo stesso Sandroni: “Affinché nel nostro settore possano presentarsi sintomi di ripresa e sviluppo abbiamo bisogno di una tregua nelle molte situazioni di disordine, contrasto, conflitto e che la gente comune sia posta in condizioni di vivere con meno ansie, più sicurezza e più serenità. Abbiamo bisogno che nuovi mercati aprano le loro porte ai nostri prodotti belli e di alta qualità e che altri mercati, per noi importanti e molto promettenti, possano essere riaperti in tempi brevi”.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 aprile 2017
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