A Lonate si aspetta di discutere di quel che è successo

Il punto politico dopo l'indagine: il sindaco è in carcere e sospeso, la maggioranza prende tempo, il consiglio non è ancora fissato. Le opposizioni chiedono le dimissioni del consiglio

Nuovo consiglio comunale a Lonate Pozzolo (inserita in galleria)
Nuovo consiglio comunale a Lonate Pozzolo (inserita in galleria)

È una situazione piuttosto anomala, quella che si vive a Lonate Pozzolo. Prima di tutto – questo è certo – per il fatto che il sindaco è in carcere, limitato nella libertà personale (e sospeso nelle funzioni pubbliche) a causa delle gravi accuse di corruzione, concussione e abuso d’ufficio. Ma è anche una situazione anomala perché nessuno sa bene come si procederà in futuro.

Il consiglio comunale si farà, ma in tempi lunghi, pare. Come se si fosse in una situazione ordinaria: l’orientamento della maggioranza è quello di rispettare i tempi obbligati dalla normativa nazionale, ma senza fretta. Quando si terrà? «Non lo so dire, dipende dalla volontà della maggioranza» si schermisce Mauro Andreoli,  che ha la carica istituzionale di presidente del consiglio comunale (in un Comune medio-piccolo la carica andrebbe normalmente sulle spalle del sindaco, ma qui nel 2014 si decise per una figura specifica).

La maggioranza va con i piedi di piombo, questo è chiaro, e cercando di tenersi al riparo dal clamore che l’arresto di Rivolta e del fratello Fulvio ha suscitato (e va ricordato che sono indagati anche imprenditori, segretario comunale Maurizio Vietri e comandante della Polizia Locale, Costantino Gemelli). La maggioranza va avanti – lo ha spiegato una nota congiunta del centrodestra -, si ferma sul Pgt e prende tempo. A dettare i tempi della discussione pubblica però ci sono anche le norme restrittive del Testo Unico degli Enti Locali, nel caso di richieste fatte da un certo numero di consiglieri, anche di minoranza. «Sicuramente io ho il termine da rispettare» dice Andreoli. Il termine è appunto quello che la Legge stabilisce a tutela: il consiglio deve tenersi entro venti giorni dalla richiesta di convocazione, depositata il 19 maggio congiuntamente da cinque consiglieri delle opposizioni, centrosinistra e civica Lista Libera. Si arriverebbe dalle parti dell’8 giugno, per iniziare a parlare della questione emersa il 16 maggio. Nel frattempo, oggi è scaduto il termine per la convocazione di un’altra seduta di consiglio di cui si parlava (legata al bilancio consuntivo), che era stata ipotizzata per il 29 maggio.

A questo punto la palla è nelle mani della maggioranza. Si arriverà all’ultimo o se ne discuterà prima? «Tra un paio di giorni penso che si saprà» dice il segretario della Lega Nord Armando Mantovani: «Si deve fare, facciamolo». Come a dire: inutile posticipare. Sante Cinalli, segretario di Forza Italia, non fa invece commenti e rinvia al presidente del Consiglio: «ci confronteremo con Andreoli». L’opposizione ha presentato una mozione per le dimissioni del consiglio comunale: se il sindaco non si dimette (questa sarebbe la sua posizione), a questo punto la responsabilità di decidere se andare avanti ricade su tutti i consiglieri. «Chiediamo tempi brevi possibili e anche di essere informati puntualmente sul percorso» aggiunge Luca Perencin. «Solo ieri abbiamo saputo dal Prefetto che il sindaco era sospeso, mentre nessuno dall’ente ha comunicato niente, solo informalmente»

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 25 maggio 2017
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