Scorci e luoghi cari nella mostra sul pittore Ettore Liuzzi

Al Museo della Cultura Rurale Prealpina la mostra “ Scorci e luoghi cari nella pittura di Ettore Liuzzi “ si terrà dal 13 al 28 maggio tutti i venerdì, sabati e domeniche

ettore liuzzi

Ci sono molte ragioni per tornare, soprattutto nei luoghi familiari. Questo hanno pensato i figli del pittore Ettore Liuzzi, che a poco meno di due anni dalla sua scomparsa, hanno voluto ricordarlo al Museo della Cultura Rurale Prealpina a Brinzio con la mostra “ Scorci e luoghi cari nella pittura di Ettore Liuzzi “, che si terrà dal 13 al 28 maggio tutti i venerdì, sabati e domeniche.

Un nostos, un canto del ritorno là dove ci si è sentiti a casa. La terra d’elezione del Liuzzi, nativo di Pola classe 1926, trasferitosi giovanissimo a Solbiate Arno è certamente quella del Varesotto.

Qui ha vissuto la sua storia, qui ha appreso l’arte della pittura dal maestro Umberto Amedeo Solaro e iniziato nel 1954 ad esporre le sue opere, ottenendo, negli anni, importanti riconoscimenti. Immagini varesine che oggi sono conservate in varie collezioni private anche all’estero.

Con attenta sensibilità il Liuzzi ha scrutato i molteplici paesaggi della nostra provincia per coglierne l’intima essenza e restituirne il palpitare segreto. Brinzio, poi, ricopre un posto speciale: sarà l’amenità del piccolo centro, o ancora l’accoglienza amichevole della sua gente, ma è qui evidente come quella felicità visiva, di cui ha parlato Fabrizia Buzio Neri, “si avverta nella sua semplicità, in una levità quasi irreale”.

Nelle oltre cinquanta opere esposte ed appartenenti a periodi diversi, il ponte, l’albero, il sentiero cessano di essere solo quello, per reinventarsi in una pennellata emozionata che è riuscita a catturarne la suggestione figurativa. Sulla sua tavolozza i gialli, i verdi e i rossi ora si fondono in calde atmosfere estive , ora si sospendono nella rarefazione infreddolita dell’inverno per rispuntare timidi e ostinati nel risveglio primaverile. Questa mostra è un primo riapparire, promettono a estimatori e amici del loro papà Paola, Carmelina, Elisa e Umberto Liuzzi. Altri oli, acquerelli e acqueforti, quelli dei laghi e del Sacro Monte, attendono anch’essi di fare il loro ritorno.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 02 maggio 2017
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