Altachiara ospita il convegno sulle cure palliative

In occasione del 12esimo anniversario dell'apertura dell'hospice per persone con malattie inguardibili, interviene anche l'assessore Gallera

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Camelot Gallarate

Sono trascorsi 12 anni dal 12 febbraio del 2005, giorno dell’inaugurazione dell’Hospice Altachiara alla presenza dell’allora prevosto don Franco Carnevali. Le sue parole, pronunciate nel corso della benedizione della struttura, risuonano ancora forti nella ricchezza del loro significato. Monsignore parlò di «una nuova attenzione verso la vita delle persone, anche quando queste non sono più produttive, ma necessitano di cura e assistenza senza poter offrire in cambio una ricompensa».

E’ questo lo spirito che ha accompagnato nei 12 anni di attività il personale della 3SG Camelot. E anche di questo si discuterà nel corso del convengo, patrocinato dall’amministrazione comunale, in programma sabato 20 maggio. Si tratta di un’’intera mattinata di lavori, dalle 9 alle 13, dal titolo “Presente e futuro delle cure palliative nella riforma del sistema sociosanitario lombardo”. Un argomento di grande attualità sul quale interverrà il principale “attore” della riforma, ovvero l’assessore regionale al Welfare Giulio Gallera.

L’esponente dell’esecutivo della giunta Maroni sarà ai Ronchi prima dell’inizio del convegno, accompagnato dall’europarlamentare Lara Comi: i due esponenti politici faranno visita alla struttura per poi trasferirsi nella sala di via Sottocorno 5 dove il presidente Giacomo Peroni aprirà i lavori e dove prima dei relatori prenderanno la parola il sindaco Andrea Cassani, il vicesindaco Moreno Carù, il consigliere regionale Luca Marsico e il direttore dell’ASST Valle Olona Giuseppe Brazzoli. Seguiranno gli interventi di importanti e qualificati operatori.

«Ogni anno celebriamo  la ricorrenza dell’anniversario dell’Hospice con un evento particolare – spiega il presidente Peroni – ma questa volta, a seguito dell’evoluzione normativa sul tema, abbiamo voluto organizzare un convegno che possa contribuire a fare luce sull’importante riforma avviata da Regione Lombardia con la DGR X/ 5918 del 28 Novembre 2016, entrando, con gli importanti relatori che si susseguiranno nel corso della mattinata, nel merito dell’ evoluzione del modello organizzativo della rete di cure palliative».

L’HOSPICE ALTACHIARA
L’Hospice Altachiara è una struttura residenziale accreditata con il Servizio Sanitario Regionale, dedicata alla cura di persone che non possono essere assistite a domicilio e che si trovano in una fase avanzata e inarrestabile di una malattia non più suscettibile di terapia specifica e allo stadio terminale. Il ricovero è a carico del Servizio Sanitario Regionale e pertanto completamente gratuito per il cittadino.
Nato con otto posti letto nel 2008 è stato accreditato per ulteriori quattro posti, è in grado di offrire tutti i servizi propri della rete di cure palliative, che perseguono il miglioramento della qualità della vita attraverso il controllo dei sintomi.
Le unità residenziali di Altachiara sono tutte dotate anche di letto per la permanenza di un accompagnatore; la tipologia strutturale adottata garantisce il rispetto della dignità del paziente e dei suoi familiari mediante un’articolazione spaziale utile a creare condizioni di vita simili a quelle godute dal paziente presso il proprio domicilio, con possibilità di personalizzazione delle stanze, compatibilmente con lo spazio esistente.

LE CURE PALLIATIVE
Le cure palliative rientrano in quella parte di medicina che si occupa di aiutare le persone con malattie inguaribili a rapida evoluzione. Esse comprendono, oltre alle terapie farmacologiche, il sostegno psicologico e sociale, cosi da alleviare la sofferenza dell’ultima fase della vita.
Si tratta di un complesso di prestazioni sanitarie, tutelari, esistenziali e alberghiere fornite da personale specializzato con continuità nell’arco delle 24 ore.

I NUMERI
In questi 12 anni l’Hospice Altachiara ha accolto circa 2.100 persone in condizione di terminalità. Nel 2015 il numero totale dei ricoveri è stato di 213 (105 uomini e 108 donne), 158 dei quali provenienti da una struttura ospedaliera e i restanti 55 mandati alla struttura dei Ronchi dal medico curante. Simili i dati riferiti al 2016: 205 pazienti (120 uomini e 85 donne), 141 proveniente dall’ospedale e 64 dai medici di base. Nel 2015 i giorni degenza media sono stati 23, due in più di quelli del 2016.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 maggio 2017
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