Antimafia e Resistenza insieme per diffondere la cultura democratica

Anpi provinciale Varese, Cgil, Arci Varese e Libera insieme per riaffermare i valori della legalità nel giorno dell'anniversario della strage di Capaci. Annunciato un crowdfunding per uno spettacolo teatrale su Falcone

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«Sono passati venticinque anni dalla strage di Capaci ma la domanda di legalità e sicurezza in questo Paese è ricorrente». Ester De Tomasi, presidente di Anpi provinciale Varese, ha aderito alla campagna per sensibilizzare alla lotta alle mafie a cui partecipano anche Libera, Cgil Varese e Arci.  La data non poteva che essere il 23 maggio, anniversario della morte di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini di scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro.
(Nella foto, da sinistra: Mauro Sabbadini, Umberto Colombo ed Ester De Tomasi)

IL PARALLELO CON LA RESISTENZA
Ci sono molti motivi per cui Ester De Tomasi, figlia di un partigiano, equipara l’azione dei magistrati di Palermo, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, a quella della Resistenza durante l’occupazione nazifascista. «Hanno combattuto per affermare i valori democratici – sottolinea la presidente dell’Anpi provinciale Varese – ma ciò che li accomuna è anche il fatto che spesso i partigiani venivano catturati e uccisi con la delazione. E allora non posso non pensare all’omelia di Cardinale Pappalardo che in occasione dei funerali di Giovanni Falcone chiese pubblicamente chi avesse tradito il magistrato».

Da anni ormai l’Anpi provinciale va nelle scuole di ogni ordine e grado a parlare di Resistenza, legalità e democrazia. «Ricordare queste persone significa non rendere vano il loro sacrificio – conclude De Tomasi – e nelle scuole c’è il terreno fertile grazie anche all’ottimo lavoro che fanno i docenti. Recentemente gli studenti dell’istituto Einaudi con il premio ricevuto dopo la vittoria del concorso indetto dall’Associazione combattenti e reduci hanno fatto un’adozione a distanza».

IL SINDACATO IN PRIMA LINEA
La Cgil di Varese è tra i promotori dell’iniziativa, per onorare una tradizione che da sempre la vede in prima fila nella battaglia per i diritti fondamentali. «È necessario uno sforzo maggiore per questa battaglia che è culturale e concreta allo stesso tempo – ha detto Umberto Colombo, segretario provinciale della Cgil – . La Cgil sta facendo una battaglia per i diritti fondamentali perché dove non c’è il rispetto dei diritti la criminalità organizzata attecchisce con più facilità. La Lombardia è la quarta regione in Italia per infiltrazioni mafiose e in provincia di Varese i beni confiscati alla criminalità organizzata sono ben 83. Ecco perché non è per niente scontato parlare di valori e diritti».

IL CROWFUNDING PER UNO SPETTACOLO
Nel mese di ottobre verrà portato in scena lo spettacolo teatrale  “Bum ha i piedi bruciati” che narra, dal punto di vista intimo e umano, la vita di Giovanni Falcone e la sua lotta testarda e rivoluzionaria contro la mafia. È liberamente tratto dal romanzo per bambini “Per questo mi chiamo Giovanni”, di Luigi Garlando. Partendo da quell’impianto narrativo, attraverso un lungo studio di scritti, interventi, articoli del magistrato, si approfondiscono diversi aspetti, tecnici e aneddotici, della storia di Falcone e della sua rivoluzione nel combattere la mafia. «Lo spettacolo andrà in scena in un giovedì di ottobre ancora da concordare – spiega Mauro Sabbadini di Arci Varese -. Verrà finanziato attraverso un crowdfunding in collaborazione con Banca Popolare Etica. Questa è una formula che ha molti aspetti postivi: la trasparenza , la costruzione collettiva dello spettacolo e la partecipazione attiva del pubblico che diventa produttore e non semplice spettatore. È una formula che abbiamo già sperimentato con successo al Cinema Nuovo».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 maggio 2017
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