La lista “stellata” di Battistella risponde alle polemiche

A partire da quella sul simbolo, contestato dal deputato del Movimento 5 Stelle Cosimo Petraroli. Ma non è l'unico punto

Politica varia

«Sul nostro simbolo anche la commissione elettorale non ha riscontrato alcun problema». Giovani Stelle per Cassano, la lista “generazionale” che sostiene il candidato leghista Giovanni Battistella» risponde (anche) a Cosimo Petraroli, il deputato pentastellato che è intervenuto in settimana per puntualizzare. Ma è anche l’occasione per «fare chiarezza su alcuni dubbi che sono stati sollevati da esponenti politici», anche su altri punti.

«Siamo un gruppo di giovani (la nostra età media è di circa 33 anni), non siamo ancorati alle logiche di alcun partito in quanto crediamo che soprattutto a livello territoriale l’amministrazione debba essere composta da persone che vivono il territorio amministrato e che vogliono il meglio per i cittadini. Sosteniamo la candidatura a sindaco di Gianni Battistella perché condividiamo gran parte delle idee e dei progetti da lui proposti per la nostra Cassano. Ci hanno descritto come giovani della Lega, ma ci teniamo a precisare che siamo una lista civica per la Città; il nostro unico interesse è il bene comune per Cassano Magnago e non rispecchiamo ideologie politiche che si rifanno a partiti operanti sul piano nazionale» spiegano ancora dalla civica.

Nodo discusso resta il nome e il simbolo “a sei stelle”, che – anche nei colori – sembra richiamare quello dle Movimento 5 Stelle. Una coincidenza che è stata notata polemicamente dai competitor cassanesi, ma anche dallo stesso M5S, che con una nota ufficiale (firmata dall’onorevole Petraroli) ha definito il simbolo di Giovani Stelle per Cassano «ingannevole» e ha voluto puntualizzare che i pentastellati non saranno presenti nella contesa elettorale cassanese.

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La lista “giovane” per Battistella però ribadisce il punto di vista già espresso dal candidato sindaco: «Ha fatto clamore il simbolo con il quale ci presentiamo, ma tutto è nato nei nostri primi incontri con il candidato sindaco che sosteniamo il quale affermava: “Voi giovani dovete essere le stelle per Cassano”, stelle che per quanto ci riguarda devono trasmettere un segnale di speranza e sicurezza». E in risposta a Petraroli dicono: «Siamo quindi in accordo con il deputato Petraroli del M5S che ha tenuto a precisare che non ci saranno loro rappresentanti alle amministrative di Cassano e noi non abbiamo in alcun modo legami con il loro movimento. Forse, per evitare inutili polemiche, sarebbe stato opportuno che prima di diffondere pareri sulla stampa locale ci avesse contattato; in tal modo avremmo potuto rispondere a tutte le sue perplessità senza sollevare polveroni mediatici. Il simbolo potrebbe in qualche modo ricordare il loro movimento ma le stelle sono 6 e non 5 e con una grafica completamente differente e anche la commissione elettorale che vaglia le liste e i simboli non ha riscontrato nessun problema in merito. Per noi l’immagine principale del simbolo della nostra lista è il serpente, storicamente stemma della famiglia Visconti di Milano, poi utilizzato per rappresentare la Lombardia e, in termini più ampi la nostra cultura e l’amore per le nostre origini. Le stelle che circondano lo stemma visconteo sono state pesate tenendo in considerazione che da sempre esse hanno guidato il cammino di popoli e navigatori, ispirato poeti e rappresentato una meta comune quale l’ideale europeo. Noi vorremmo essere il punto di rifermento per Cassano e per i cassanesi in una visione allargata ad una realtà in divenire e sempre aperta alle nuove esigenze».

Terzo punto, la presenza di candidati residenti extra-Cassano, notata in particolare dal centrodestra di Nicola Poliseno (che ha scelto invece di schierare una “compatta” lista unica di nomi). «Questo non possiamo negarlo, ma siamo tutte persone che vivono la quotidianità cassanese sia in ambito lavorativo ed economico, sia nelle relazioni sociali. Conosciamo benissimo le problematiche e abbiamo voglia di contribuire alla crescita di una Cassano che possa puntare ad essere un punto di riferimento anche per i comuni limitrofi, una Cassano dove tutti possano riconoscersi e avere i propri spazi».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 maggio 2017
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