Colpo di scena del pm: “Non ci sono prove, medici e informatori vanno assolti”

In 40, tra medici e informatori, erano finiti a processo con l'accusa di aver prescritto farmaci della Sandoz in cambio di regalie. La retromarcia dell'accusa

aula tribunale busto arsizio
busto arsizio varie

Rischia di finire nel nulla il processo ad una quarantina tra informatori farmaceutici della Sandoz di Origgio e medici di numerose strutture ospedaliere accusati di aver prescritto i farmaci Omnitrope e Binocrit in maniera massiccia in cambio di regalie.

Nella sua requisitoria il pubblico ministero Giuseppe D’Amico ha chiesto l’assoluzione per tutti gli imputati dopo aver smontato pezzo per pezzo l’indagine svolta dal sostituto procuratore Mirko Monti e dai carabinieri del Nas di Bologna e dei colleghi di Busto Arsizio nel 2012.

Secondo il magistrato, che è anche procuratore aggiunto a Busto Arsizio, le accuse non sarebbero supportate da adeguate indagini per dimostrare i reati contestati che vanno dall’associazione a delinquere alla corruzione, istigazione alla corruzione, distribuzione e somministrazione di farmaci in modo da arrecare pregiudizio alla salute pubblica, concussione, frode ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, falsità in atti, comparaggio.

Il gruppo di informatori farmaceutici è accusato di aver contattato numerosi medici operanti in strutture ospedaliere pubbliche e private in tutta Italia, ottenendo la loro collaborazione nell’incrementare le vendite dell’ormone per la crescita Omnitrope e del farmaco per la produzione di globuli rossi Binocrit (farmaci noti anche negli ambienti medico-sportivi come prodotti dopanti) in cambio di denaro o altre utilità e utilizzando a tal fine fondi della società stessa.

L’indagine, infatti, prese le mosse da un’altra inchiesta della Procura di Rimini sul doping e sull’uso dell’Omnitrope in ambito sportivo per migliorare le prestazioni. Dalle intercettazioni nacque il procedimento che coinvolse 48 tra informatori della Sandoz e medici di strutture ospedaliere di mezza Italia.

Davanti ad una folla di avvocati che da mesi riempiva l’aula principale del Tribunale di Busto Arsizio ogni giovedì, è arrivata questa richiesta che affossa definitivamente un procedimento che si sarebbe comunque prescritto a giugno.

Il tutto avviene nei giorni in cui la Procura di Parma e i Nas hanno portato a compimento un’inchiesta simile che ha travolto il luminare italiano della terapia del dolore Guido Fanelli e altre 18 persone tra medici, manager e imprenditori del settore farmaceutico.

Nelle prossime udienze toccherà alle difese concludere prima della sentenza prevista per il 18 maggio.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 09 maggio 2017
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