Disagi dei frontalieri, rinviata la presa di posizione del Comune

Giuseppe De Bernardi Martignoni ha chiesto al consiglio comunale di prendere posizione sulla chiusura dei valichi decisa dalla Svizzera. Ma ancora si ricerca un accordo sul testo

Primo consiglio comunale Gallarate 2016
Primo consiglio comunale Gallarate 2016

Il consiglio comunale di Gallarate posticipa la discussione e l’approvazione della mozione sulla chiusura dei valichi di confine con la Svizzera. Un rinvio che si accompagna a quello registrato a Luino, la città varesotta più direttamente interessata dalla questione dei disagi ai frontalieri.

A Luino la proposta è partita da Forza Italia, a Gallarate la mozione è stata invece presentata da Giuseppe De Bernardi Martignoni di Fratelli d’Italia. «Non ritiro la mozione, voglio trovare un accordo più ampio» spiega il consigliere della destra.

Al momento della discussione in aula è stato il sindaco Andrea Cassani a chiedere di posticipare l’esame della presa di posizione sul tema: «chiederei a De Bernardi Martignoni di portare in commissione la proposta, per valutare in modo più approfondito» ha detto il primo cittadino.
Il consigliere di Fratelli d’Italia ha accettato il rinvio, convinto della necessità di «trovare una quadra da parte di tutte le forze politiche in commissione»  «Devo ringraziare il centrosinistra che ha dato un parere favorevole: io vorrei trovare una unanimità su questo problema importanti, anche alla luce delle sfaccettature emerse a Luino».
Giovanni Pignataro, del Partito Democratico, ha chiesto di proseguire direttamente riunendo la commissione capigruppo (che sarebbe competente sul tema generale), considerando anche che era l’unico punto all’ordine del giorno dopo il bilancio. Proposta respinta: se ne discuterà nel prossimo consiglio, non ancora convocato.

La mozione – nel testo presentato da Martignoni – rileva che la chiusura dei valichi “sta creando una serie di problematiche su tutto il territorio della provincia di Varese” (anche per la viabilità) e “sta impedendo la libera circolazione dei cittadini della Comunità Europea” e in particolare dei frontalieri. Richiamando anche l’impegno di Regione Lombardia a farsi parte attiva presso il Ministero degli Affari Esteri, chiede al sindaco d “farsi parte attiva per sensibilizzare ulteriormente le autorità completenti” per cercare una soluzione.

Sul testo anche l’opposizione si era detta nei giorni scorsi disponibile a convergere, mentre qualche dubbio sarebbe emerso dalle file della maggioranza. Di qui la necessità di un rinvio. Martignoni in ogni caso sostiene la presa di posizione e spegne eventuali polemiche sull’accordo interno al centrodestra: «Non voglio mettere in imbarazzo la maggioranza, è una questione di principio. Crea disagio ai frontalieri, anche gallaratesi, ma più in generale ad ogni cittadino italiano»

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 03 maggio 2017
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Commenti

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  1. Scritto da GMT

    Sto con Lui.
    E sinceramente non capisco certe perplessità.
    Si approvi un invito a riaprire le frontiere svizzere senza se e senza ma.

    Di recente, un amico è stato a un concerto al nuovo centro culturale di Lugano, il LAC e non è stato semplice rientrare a casa, dovendo scegliere un varco aperto e percorrendo diversi chilometri in più.

    Altrimenti?
    Boicottiamo tutti gli eventi svizzeri, dal carnevale locarnese, al festival del cinema, al jazz bellinzonese … al pieno di carburante e cioccolata.