Duemila no all’ospedale unico. “Ora mobilitazione anche nei Comuni intorno”

Il Comitato per il diritto alla salute del Varesotto vuole allargare la battaglia per gli ospedali di Gallarate e Busto anche ai territori vicini. Partendo da una lettera ai sindaci

ospedale di gallarate polichirurgico
ospedale di gallarate polichirurgico

Le duemila firme contro l’ipotesi dell’ospedale unico Busto-Gallarate sono state raccolte prevalentemente nelle due città, ma ora la mobilitazione si allarga anche a tutti i Comuni circostanti. È la fase due della battaglia portata avanti dal Comitato per il diritto alla salute del Varesotto, che riunisce associazioni, partiti, sindacati e altri comitati locali.

Andranno a cercare le firme, ma intanto scelgono anche come primi (in ordine di tempo) interlocutori i sindaci. «Stiamo per spedire una lettera che chiede ai sindaci di relazionarsi con cittadini non solo attraverso gli articoli dei giornali, ma anche attraverso un vero progetto su cui confrontarsi» spiega Federico Pagan, del comitato. L’invito – appunto – non è rivolto solo ai primi cittadini di Busto e Gallarate (fino ad oggi i più loquaci sul progetto)  ma anche a quelli dei Comuni limitrofi. «I dati del Poas, il Piano Organizzativo Aziendale Strategico, dicono che l’Atts ha un bacino di 480mila persone, un bacino enorme, certo considerando poi che esistono anche i presìdi Somma, Angera, Saronno». Di qui la richiesta ai sindaci espressa nella lettera, di sapere “quale sarà il complessivo riordino dei servizi di cura e riabilitazione, quali saranno i costi, come e da chi verranno sostenuti, quali conseguenze vi saranno sui servizi territoriali (alcuni dei quali in  fase di spostamento presso l’Ospedale di Busto Arsizio), quali sono le criticità da superare, come mai non si hanno già a disposizione dati epidemiologici indispensabili per ogni decisione sulla sanità”. «Ai sindaci – prosegue Pagan – chiediamo se sono in linea con le decisioni espresse dalla Regione, se è corretto che la Regione decida e gli altri si adeguino».

Nel frattempo continua la raccolta firma lanciata nell’inverno scorso. «Sono circa duemila le firme raccolte solo su Busto e Gallarate» spiega Salvatore Petrenga.  «Nella mobilitazione ci siamo concentrati fino a oggi soprattutto su Gallarate e Busto» aggiunge Cinzia Colombo. «Ci stiamo organizzando per gazebo in tutti i Comuni circostanti, i cui cittadini afferiscono ai due ospedali esistenti. Saremo a Samarate il 21 maggio, a Besnate il 28, poi anche Cardano». «Abbiamo avuto incontri con nuove realtà che vogliono aderire, a Cardano e Fagnano, anche con amministratori locali» continua Petrenga.

Comitato Diritto alla Salute del Varesotto
Gallarate

L’accessibilità al nuovo ospedale potrebbe essere un nodo problematico anche per chi abita nei dintorni: perchè è vero che un ospedale periferico è più agevole da raggiungere con mezzo privato di uno in pieno centro, ma più difficile per chi si muove con mezzi pubblici. «Quando apre un ospedale nuovo – abbiamo visto a Legnano e Como Villaguardia – il primo problema che si presenta è quello dell’accesso. Anche per chi viene in auto e si trova i parcheggi a tre euro» (a Legnano la sosta, va detto, è economica nelle prime due ore, più onerosa in seguito). Il Comitato comunque richiama anche i problemi esistenti già oggi, in questa fase (di durata non ben definita) di transizione. «Già solo l’accorpamento di alcuni reparti tra i due reparti degli ospedali esistenti crea disservizi per tempi di attesa ma anche di medici di riferimento». Questo a fronte di una generale soddisfazione per i servizi erogati, che emerge anche dall’indagine avviata dal Pd gallaratese (che non fa parte del Comitato e ha fatto un’indagine conoscitiva indipendente dalla questione nuovo ospedale). «Ma anche tra 300 che hanno risposto ci pare di capire che emergesse la necessità di servizi sul territorio».

La mobilitazione continua, anche perchè qualche risultato viene rivendicato. «Come comitato valutiamo positivamente il mezzo passo indietro fatto sulle strutture esistenti: di fronte a contrarietà i molti cittadini qualche passo indietro l’abbiamo ottenuto, ad esempio su mantenimento di alcuni ambulatori» continua Colombo. «Non è certo solo merito del Comitato, ma ha avuto un ruolo». Passi indietro frutto anche di lavoro d’informazione, ma insufficienti».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 12 maggio 2017
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.