E ora, cosa succede in municipio a Lonate?

Il sindaco Rivolta è sospeso, guida il Comune la vice Sabrina Marino. La questione dell'Unione. L'opposizione chiede le dimissioni, qualcuno pensa a una fiaccolata per la legalità

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Per quanto la responsabilità politica sia condivisa con gli assessori e con una squadra più ampia, quando un sindaco finisce in carcere per un paese non può che essere uno shock. Perché il primo cittadino è – appunto – rappresentante civile più alto di una comunità. E a Lonate grande è stato lo sconcerto dei cittadini per l’arresto di Danilo Rivolta. Smarriti per una notizia che ha riportato il paese in prima pagina, per fatti negativi.

Ma che succede ora? Il paese può rimanere senza sindaco?

Il Prefetto Giorgio Zanzi inquadra la questione nei termini legali, che prevedono da cinque anni paletti stringenti. «Il percorso è chiaro: la Legge Severino prevede la sospensione delle funzioni del sindaco, che vengono svolte dal vicesindaco» (nel caso di Lonate Pozzolo Sabrina Marino, ndr). « La sospensione è prevista per per la sola durata della misura cautelare: qualora questa venga meno il sindaco ritorna alle sue funzioni».

Rivolta, in ogni caso, rimane sindaco, a meno che non presenti le dimissioni volontarie. «La decadenza dalla carica è prevista dalla Severino in caso di condanna in primo grado» prosegue il prefetto Zanzi. «Le dimissioni lasciano poi al sindaco 20 giorni per recedere eventualmente dalla sua volontà. Trascorsi i venti giorni, viene decretata la sospensione del consiglio e la nomina del Commissario». Traghettando così il paese verso nuove elezioni.

Le dimissioni vengono considerate «inevitabili» dai Democratici Uniti, la minoranza di centrosinistra (c’è anche la Lista Libera, di orientamento centrodestra, guidata da Giancarlo Simontacchi). «Non è accettabile che il sindaco non abbia ancora fatto pervenire le sue dimissioni, un atto dovuto verso la collettività di Lonate, che aspetta solo un soffio d’aria nuova», commenta Nadia Rosa nel comunicato dei DU. Che sottolinea le parole dell’assessore all’urbanistica (e vicesindaco) Marino, che ha parlato dell’inchiesta come di «un fulmine a ciel sereno»: «dimostra un’incapacità sconcertante di capire quello che stava succedendo nell’ufficio di sua responsabilità». Forza Italia di Lonate ha fatto proprio il comunicato inviato dal coordinamento provinciale (qui) che ribadisce prima di tutto il principio di garantismo.

Al di là del dibattito politico, ora Sabrina Marino è la rappresentante dell’ente: nella giornata di mercoledì 17 maggio è stata interrogata in Procura a Busto Arsizio nell’ambito dell’inchiesta, nel pomeriggio ha fatto il punto della situazione, ma ha preferito non fare dichiarazioni.
Di certo, dal punto di vista istituzionale non è un momento facile.

Lonate Pozzolo fa poi parte dell’Unione Ferno-Lonate, di cui Rivolta è presidente. Come funziona in questo caso? La questione deve essere ancora affrontata, ammette il vicepresidente Mauro Cerutti, sindaco (ancora per poche settimane) di Ferno e delegato alla Polizia Locale: «Non sappiamo come sia la procedura: penso che il percorso preveda che prenda la guida il vice. Certo bisogna confrontarsi con Lonate anche su questo».

Fin qui gli aspetti amministrativi. Oltre i quali restano gli interrogativi politici sul futuro dell’amministrazione e lo smarrimento di molti cittadini, arrabbiati o stupiti o indignati. Circola su Facebook anche l’idea di una fiaccolata per la legalità, per dare un segnale di mobilitazione civica.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 17 maggio 2017
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