Fabbrica intelligente Lombardia, un network europeo da 100 milioni per le imprese del territorio

Grazie ai cluster l'Italia accede ai finanziamenti Ue destinati alle attività di ricerca e sviluppo delle piccole e medie imprese

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Quanto conviene ad un’impresa aderire ad un cluster? Risponde a questa domanda AFIL – Associazione Fabbrica Intelligente Lombardia, uno dei nove cluster riconosciuti ufficialmente da Regione Lombardia insieme a Aerospazio, Agrifood, Ambienti di vita, Chimica verde, Energia, Mobilità, Scienze della vita, Smart communities. (nella foto da sinistra: Stefano Scaglia e Riccardo Comerio)

Lo stato dell’arte è stato delineato oggi, in occasione dell’assemblea che ha riunito la “Fabbrica Intelligente” lombarda nella sede di Gallarate dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Un’assise che raccoglie la punta avanzata del sistema imprenditoriale lombardo legato all’industria 4.0, ai temi della manifattura digitale e adattativa, della circular economy e dei processi produttivi innovativi. Sono 131 le imprese che aderiscono ad AFIL, a cui si affiancano in un unico progetto di networking anche 13 enti di ricerca e università e 10 associazioni datoriali territoriali e di categoria del Sistema Confindustria.

ADERIRE AL CLUSTER AFIL CONVIENE
Fino ad oggi i progetti di ricerca e innovazione finanziati dei soci di AFIL hanno un valore di 29 milioni di euro. Si aggiungono a questi 2,5 milioni non ancora ufficialmente assegnati, ma destinati alle imprese lombarde, all’interno del bando Interregionale Manunet, che AFIL è riuscita a mobilizzare insieme a Confindustria Lombardia e ITIA-CNR, per il sostegno di iniziative transnazionali di innovazione nel settore del manifatturiero avanzato. Di 4 milioni è invece il valore dei progetti di policy making nei quali AFIL è coinvolta direttamente con Regione Lombardia. Di questi, la quota di progetto assegnata ad AFIL è di 300 mila euro. E poi ancora: i progetti di cooperazione legati a Interreg e Horizon 2020 in cui è direttamente coinvolto il cluster lombardo della fabbrica intelligente che hanno un valore di 16 milioni di euro, 900mila dei quali sono assegnati esclusivamente ad AFIL. Senza dimenticare i 50 milioni di euro di investimenti (pubblici e privati) previsti per il filone “De and Re-Manufacturing” all’interno dell’iniziativa europea Vanguard, di cui AFIL è coordinatore a livello europeo. In questo contesto, la strategia di cooperazione tra varie realtà regionali del continente ha come obiettivo l’introduzione di processi e tecnologie sostenibili ed efficienti, che favoriscano l’inserimento delle PMI nelle nuove catene del valore europee.

«Il cluster Lombardo della fabbrica Intelligente ha consolidato il suo ruolo di protagonista come motore di nuove iniziative, tramite la promozione di network tra imprese, università e Regione Lombardia – ha affermato Stefano Scaglia, presidente AFIL -. Grazie alle iniziative di AFIL hanno preso le mosse collaborazioni tra imprese e centri di ricerca, joint-venture, progetti finanziati. Grazie a Regione Lombardia e AFIL le imprese lombarde stanno aumentando la loro capacità di proposta e di influenza ai tavoli di Bruxelles».

La capacità dei cluster di reinterpretare il tradizionale modello italiano del distretto industriale ha permesso all’Italia e alla Lombardia di iniziare a scalare le classifiche europee dei finanziamenti Ue destinati alle attività di ricerca e sviluppo delle piccole e medie imprese, in stretta sinergia con le grandi. Secondo un recente rapporto di Aster (società consortile dell’Emilia-Romagna per l’innovazione e il trasferimento tecnologico) l’Italia è il secondo Paese, dopo la Spagna, per i fondi dello Sme Instrument dedicato alle Pmi. Parliamo di 82 milioni di euro. A livello nazionale la Lombardia è prima in graduatoria per numero di progetti finanziati: 104 per 119 beneficiari. L’Emilia Romagna, che è seconda, conta 63 progetti per 67 beneficiari. In pratica più o meno quanto riesce a fare da sola Milano, medaglia d’oro a livello di province con 59 beneficiari. Una classifica, quella provinciale, che vede piazzarsi tra i primi 10 posti anche altri territori lombardi come Brescia (sesto posto), Monza e Brianza (settimo), Bergamo e Varese (nono posto pari merito).

«Possiamo e dobbiamo, però, fare meglio», è stato il monito del Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, Riccardo Comerio: «Lo stesso Piano Nazionale della Ricerca si pone l’obiettivo di raggiungere la quota del 10% dei finanziamenti Ue di Horizon 2020. È vero che per alcune voci delle ‘call’ legate all’industria come quelle dello Spazio, delle Nanotecnologie e delle Pmi, siamo, anche grazie ai Cluster come AFIL e come il Lombardia Aerospace Cluster, sopra questa soglia, ma il dato medio nazionale rimane intorno all’8%. Ben lontano dai livelli di Germania e Inghilterra (Brexit permettendo) e comunque dietro a Francia, Spagna e Olanda. È singolare che l’Italia, il Paese in cui il modello del distretto è nato, non sia ancora in grado di cogliere, dunque le opportunità offerte ad esso dall’Europa. L’Italia in tutta la sua ricchezza di distretti industriali deve saper primeggiare».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 25 maggio 2017
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