Frangi: “ Cooperative realtà in crescita, il loro obiettivo sono i bisogni delle persone”

Si terrà sabato 20 alle ville Ponti l’assemblea 2017 di Confcooperative Insubria, l’organismo nato dalla fusione di Confcooperative Varese e Como. Intervista al suo presidente, Mauro Frangi

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Mauro Frangi, presidente Confcooperative

Si terrà sabato 20 maggio alle ville Ponti di Varese l’assemblea 2017 di Confcooperative Insubria, l’organismo, nato due anni fa dalla fusione di Confcooperative Varese e Como.

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L’assemblea, che prevede anche una tavola rotonda dal titolo “Cooperare, Condividere, Investire. Infiniti Futuri”  moderata da Flaviano Zandonai di Euricse e che vede come relatori il prefetto di Varese Giorgio Zanzi, il sindaco della città Davide Galimberti , il presidente della Camera di Commercio varesina Giuseppe Albertini, insieme al Vice Presidente Vicario Confcooperative Marco Menni, il presidente di Federabitazione Alessandro Maggioni, il direttore di Confcooperative Reggio Emilia Giovanni Teneggi,  è anche una occasione per fare il punto sulla cooperazione nel territorio.

Abbiamo cosi rivolto alcune domande al presidente di Confcooperative Insubria, Mauro Frangi: a lui abbiamo chiesto, innanzitutto, i numeri di questa realtà, che ha solo un biennio ma poggia su una storica tradizione: «A due anni di distanza dall’assemblea di costituzione dell’unione interprovinciale tra Como e Varese, Confcooperative si presenta come una associazione in crescita – spiega Frangi – Nel numero di imprese aderenti (ora 407) e nel fatturato delle stesse. Se nel 2016 il pil nazionale è cresciuto dello 0,9, le imprese associate sono cresciute del 9%, ma soprattutto hanno fatto gli straordinari nell’occupazione: al 31 dicembre scorso erano 9432 le persone regolarmente assunte, con contratti normali siglati con i sindacati nazionali, non con contratti “pirata”. Ancora di più, la nostra associazione è in crescita dal punto di vista dell’autorevolezza della rappresentanza, delle prospettive di sviluppo e di supporto della modernizzazione. L’assemblea, a partire da questi risultati, è l’occasione per rappresentare il sistema, e aprire con autorevoli esponenti delle istituzioni un dialogo ancora maggiore su cosa possiamo fare, per ascoltare cosa serve alle vostre comunità, migliorare le nostre comunità e renderle piu inclusive».

Quanto è importante, in questi difficili tempi, unire le forze? «Siamo in un tempo di crisi delle associazioni di rappresentanza, e dei corpi intermedi. Una crisi tanto piu forte quanto meno le associazioni riescono a partire dai bisogni dei propri soci. Questa è invece l’essenza del sindacato di impresa: prima vengono le imprese e i loro bisogni. Costruire spazi di occupazione nuovi per l’economia del territorio è un fattore importante per migliorare. Oggi piu di ieri c’è bisogno dell’economia cooperativa, delle risposte che possono dare il mutualismo e l’economia solidale. Vale la pena tenere presente che il nostro mondo occupa ambiti molto vasti: dalle banche alle cooperative sociali, da quelle di consumo a quelle di abitazione. Ma c’è un filo che le lega: nascono e crescono quando rispondono a un bisogno di una comunità».

Qual è l’identikit della cooperativa che opera sui nostri territori? «Dal punto di vista della quantità, il numero maggiore è nel mondo della cooperazione sociale, quelle che lavorano sulla cura e sull’inclusione. Ma va ricordato inoltre che sono poi cooperative le uniche 4 banche della comunità locale (3 a Como e 1 a Varese), e la rilevanza delle cooperative di lavoro ed edilizie. Questo dice molto anche del nostro territorio: siamo un territorio ricco, ma ci sono anche grandi aberrazioni nella distribuzione della ricchezza. E, inoltre, siamo in un contesto in cui la finanza pubblica e le esigenze di razionalizzazione della spesa fan si che in molti spazi lo Stato non si avventura più, e raramente lo fanno anche le aziende profit. Cosi le cooperative hanno fatto diventare impresa il grande slancio di volontariato, e di risposte ai bisogni, che c’è nelle nostre zone.

Perchè la scelta di Ville Ponti a Varese come luogo della vostra assemblea? «Perché, oltre che essere un posto bellissimo, è un un luogo di proprietà camerale, quindi pienamente integrato nel sistema delle imprese. E’ quindi anche un modo per riaffermare il nostro essere a tutto tondo un’associazione di imprese, non di realtà economiche di serie B».

Cosa verrà affrontato, concretamente, nell’assemeblea? «I tre verbi che segnano il titolo della nostra assemblea, “cooperare, condividere, investire”, sono i modi con cui la cooperazione guarda al futuro, per lo sviluppo del territorio e la sua coesione sociale. Gli orizzonti di questo futuro sono raccolti davanti a tre grandi scenari: il nuovo welfare e della sanità, sapendo che solo soluzioni sussidiarie e solidaristiche possono garantire i livelli e di cura e essere allo stesso modo compatibili con l’esigenza di controllo della spesa. il secondo orizzonte è quello del lavoro da ricostruire, mettendo al centro l’impresa e la sua capacità di costruire, penso alle crisi di impresa risolte da lavoratori che hanno fatto ripartire l’impresa in forma cooperativa. Il terzo e ultimo orizzonte di sviluppo e risposta è la riscoperta del mutualismo tra le persone. riscoprire il gusto per rispondere meglio ai propri bisogni è uno dei punti di sviluppo per il futuro».

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 19 maggio 2017
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