«Grazie al cuore di Brenta non ci sentiamo abbandonati»

Il sindaco del comune valcuviano attiva una raccolta fondi per aiutare il piccolo paese di 700 persone dove municipio e chiesa sono in un capannone. Si cercano risorse per trasportare un prefabbricato

Avarie

Chiesa diroccata, municipio inagibile, turismo fermo, e Gualdo, un gioiello di storia e cultura in provincia di Macerata se ne sta lassù, a 600 metri d’altezza, a guardare i monti Sibillini, con le speranze di vedere ricostruito il centro storico dopo il terremoto ancora lì.

Una situazione di grave disagio sociale e umano: i cittadini non sanno più cosa fare dal momento che tutto il centro sottarco è stato dichiarato zona rossa.

Per questo quando il sindaco di Brenta, Gianpietro Ballardin, ha alzato il telefono per offrire aiuto a Giovanni Zavaglini, primo cittadino di Gualdo, quest’ultimo non credeva alla proprie orecchie.

«La telefonata dell’altro ieri mattina mi ha fatto molto piacere. Stavo insieme con i tecnici nel centro storico per vedere di persona le abitazioni da demolire e mi è giunta la voce amica di un collega lontano nello spazio ma vicino con il cuore. Il gesto di solidarietà di cui mi hai parlato e che avete in animo di fare per aiutare un piccolo paese in grande difficoltà come Gualdo non ha bisogno di commenti. Ti sento un fratello. Il mio paese è stato danneggiato dal terremoto in modo grave, come puoi vedere dalle foto che ti allego: ho dovuto evacuare tutto il centro storico, tutte le chiese del nostro territorio sono inagibili, come pure la scuola, il municipio, centinaia di abitazioni. In tale drammatica situazione anche una piccola donazione per noi è un grande aiuto».

Gualdo è un paese piccolo, ha 850 abitanti, è situato a 652 metri di altitudine, lontano dalle grandi vie di comunicazione, al cospetto dei Monti  Sibillini, a 40 chilometri dal capoluogo di provincia Macerata, a 55 dalla costa adriatica. «Fino al 24 agosto siamo stati bene: si conduceva una vita semplice, con un discreto benessere economico basato sull’agricoltura, su piccole aziende artigianali, su un turismo in via di espansione, una vita lontana da quella delle città, con ancora alcuni importanti valori che il tempo fortunatamente non ha cancellato – spiega il sindaco. Ora è tutto diverso. Il centro storico, completamente vuoto, è spettrale».

«La gente ha paura, il tessuto economico e sociale è in grave crisi, i danni materiali sono enormi, centinaia di persone hanno dovuto abbandonare le loro case. Il municipio e la chiesa sono in un capannone dismesso, la scuola è in una struttura di legno, non abbiamo uno spazio per svolgere una qualsiasi attività. In tale situazione  amministrare è davvero molto difficile. Si vive in una grande solitudine. Ecco perché la tua telefonata è stata importante per me, come è molto importante per tutti noi ciò che avete in animo di fare. Ci fate sentire meno soli e questo ha un valore inestimabile».
Il comune di Brenta da quando si è verificato il terremoto dell’estate scorsa si è attivato, come molti altri centro del Varesotto, per dare un aiuto concreto alle popolazioni colpite.

«Si sono sviluppate così diverse iniziative, ballo, pranzi, raccolte sui singoli enti ed altro, che hanno portato a raccogliere alla data attuale la cifra di 5.386,00 euro», afferma il sindaco del comune valcuviano, Gianpietro Ballardin.
Queste iniziative erano coordinate da un comitato che vedeva la partecipazione dei rappresentanti del comune e delle associazioni e prevedevano una decisione sull’invio dei contributi da definire nel mese di maggio. Su proposta del sindaco quindi si è valutata l’opportunità di indirizzare queste risorse al paese del Maceratese, Gualdo, che lo aveva particolarmente colpito per la drammaticità degli eventi che in quella piccola realtà si erano determinati e soprattutto per l’appello di aiuto che in un video pubblicato attraverso internet il Parroco e il Sindaco avevano lanciato: “non lasciateci soli”.

Durante questa riunione è stato proposto di recuperare una struttura, utilizzata per la manifestazione di Expo 2015, che poteva adattarsi sia per dimensione che per necessità alle esigenze poste da quella collettività.
Una struttura prefabbricata con un volume utilizzabile pari a 150 mq che potrebbe trovare spazio nel paese di Gualdo su un terreno messo a disposizione dall’amministrazione, così come concordato dai due sindaci.
Esistono però alcune difficoltà da superare che consistono nel trasporto di questi prefabbricati con un mezzo adatto da Milano a Gualdo – circa 700 km – , nella predisposizione dell’area dove questa struttura verrà installata e nella capacità di sopperire ai costi di montaggio.

«Per raggiungere l’obbiettivo abbiamo bisogno di avere almeno 15/20.000 euro in un tempo ragionevolmente breve. uno, due mesi», conclude il sindaco Gianpietro Ballardin.

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Pubblicato il 09 maggio 2017
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