I civici fanno crack, Galimberti perde Gregori

Il consigliere blogger antisporcizia ha creato un nuovo gruppo dopo aver denunciato il silenzio del sindaco. Coalizione in fibrillazione

lista Galimberti
Sono Mauro Gregori e sono nato a Varese 58 anni fa. Varese è una città che amo, non solo perché la vivo da sempre, ma perché è bellissima.  Il centro storico, il Sacro Monte ed il Campo Dei Fiori, i parchi, le ville, il lago, fanno di Varese una ci

Qualcosa si sta incrinando nell’ingranaggio di governo creato dal sindaco Davide Galimberti un anno fa, quando vinse le elezioni costruendo un’alleanza tra il Pd e le forze civiche. Lo scossa arriva dalla Lista Davide Galimberti Sindaco, che esprime ben 4 consiglieri comunali sui 21 di maggioranza: Mauro Gregori, il consigliere blogger che ha dedicato gli ultimi anni della sua attività pubblica alle denunce contro lo sporco in città, ha lasciato ufficialmente la Lista Galimberti (il suo comunicato) e ha creato un nuovo gruppo, che ha ribattezzato “Varese città ideale” ma che resterà comunque in maggioranza.

E’ il secondo dei Mister Preferenza, scelti un anno fa da Galimberti, a mollare il sindaco: il primo era stato il notaio Andrea Bortoluzzi, molto votato nelle urne, ma poi trascurato nella scelta degli incarichi; lo scorso ottobre si era dimesso all’improvviso lasciando il suo posto a Maria Paola Cocchiere una giovane fedelissima del sindaco. Gregori ha fatto la scelta più insidiosa per la maggioranza, non andrà a casa ma continuerà dal suo seggio la sua azione politica.

Che cosa vuole Gregori? In definitiva, quello che ha scritto su Facebook nei giorni scorsi: voleva esser coinvolto, avere maggior responsabilità. Ma il posto di assessore è stato dato a Francesca Strazzi (la più votata) mentre a lui è stata concessa la consolazione di fare da consigliere agli operai comunali che si occupano delle piccole manutenzioni. Un ruolo che il consigliere ha pomposamente ribattezzato “la squadra antidegrado”, ma che gli viene conteso dal vicesindaco Daniele Zanzi, a sua volta, come assessore alla polizia locale, responsabile di quelle opere.

(nella foto, Gregori)

Gregori è di formazione pannelliana ed è stato lo sponsor della nomina a presidente di Aspem reti di Alfonso Minonzio, dirigente vicino alla Lega Civica di Stefano Malerba (Ex Udc). Inoltre ha difeso in più occasioni le posizioni della stessa Lega Civica (su Molina e su Aspem Reti) quasi fosse un consigliere di quel gruppo. I suoi compagni di strada della Lista Galimberti lo definiscono, in privato, molto umorale e sostanzialmente ingestibile. In maggioranza, va detto, nessuno pensa che abbia dei secondi fini, piuttosto che si sia un po’ offeso per il poco spazio riservatogli. Facendo un gruppo a se stante, riflettono in maggioranza, otterrà un obiettivo: Galimberti dovrà lisciargli il pelo, per ogni singolo voto.

Il punto però è anche un altro, il malumore gregoriano è contagioso?  Il tema riproposto da Gregori è, in realtà, un aspetto politico che aleggia da un po’ nella maggioranza di centrosinistra. Comandano in pochissimi, e i consiglieri devono solo alzare la mano, dicono alcuni. Gregori lo ha detto chiaro, Bortoluzzi anche. Ma anche un altro consigliere della lista civica, Gaetano Iannini, è da tempo in sofferenza.

La lista Galimberti è formata da due fedelissimi del sindaco, Tommaso Piatti e Maria Paola Cocchiere, e da due consiglieri che invece hanno un proprio bacino politico di riferimento. Gregori era un po’ il grillo parlante del gruppo, Iannini è invece esponente di una certa borghesia cittadina e di recente ci ha spiegato che le valutazioni sul restare o meno nella lista civica le avrebbe condivise con il gruppo di persone che lo aveva aiutato a farsi eleggere. Iannini è sospeso, da un lato condivide quanto dice Gregori, dall’altro è più riflessivo. Una sua uscita sarebbe un segnale pesante per il sindaco dato che già tre consiglieri del Pd votano spesso contro la maggioranza (Mirabelli, Oprandi, Infortuna).  Attenzione, perché anche nella lista del vicesindaco Daniele Zanzi, VARESE 2.0. pare ci siano un po’ di mugugni, e bisogna vedere se saranno esplicitati nelle prossime settimane.

L’uscita di Gregori è stata certamente rumorosa ma Galimberti l’ha un po’ snobbata se è vero che dopo il primo appello su Facebook il sindaco lo ha semplicemente lasciato cuocere a fuoco lento senza chiedergli di ripensarci.

Lo schema di riferimento di Davide Galimberti come candidato al di fuori del partito e civico, con questa seconda uscita dalla sua lista, è entrato in sofferenza. Il sindaco oggi è impegnatissimo nella sua battaglia tutta interna al Pd e per le lamentele di Gregori non ha speso granché.

di roberto.rotondo@varesenews.it
Pubblicato il 15 maggio 2017
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