I presidi varesini manifestano a Roma : “Schiacciati dalle responsabilità”

Una trentina di dirigenti ha partecipato alla manifestazione indetta da ANP a Roma. L'autonomia scolastica ha aumentato i carichi di lavoro senza adeguato riconoscimento economico

manifestazione dei dirigenti

Carichi di lavoro sempre più pesanti, responsabilità che si accumulano e nessun riconoscimento economico. I dirigenti scolastici hanno manifestato in piazza questa mattina a Roma contro un sistema che li sta strozzando.

Anche una trentina di presidi è partita da Varese per partecipare alla manifestazione organizzata da ANP, il principale sindacato della categoria. Dalle superiori al ciclo primario hanno raggiunto la capitale per denunciare uno stress lavorativo senza pari : « Nella pubblica amministrazione non esiste un dirigente che ha la stessa nostra complessità di lavoro – commenta il dirigente del Cairoli di Varese Salvatore Consolo – A livello economico, però, questa diversità non solo non è riconosciuta ma è anche svilita».

Da quando è stata introdotta l’autonomia degli istituti scolastici, tutte le funzioni un tempo in campo al Provveditorato sono state trasferite alla singola dirigenza. Oggi il preside non è più solo a capo del collegio docenti e individua il percorso formativo. Deve anche avere competenze burocratiche, gestionali e funzionali, diventando il riferimento unico di tutta la complessa macchina scolastica. A lui si imputato responsabilità amministrative, economiche, ma anche nei campi della sicurezza, della trasparenza, delle certificazioni.

«Se manca un documento legato all’impianto elettrico la colpa è del dirigente che non ha preteso la certificazione dell’ente proprietario» affermano a mo’ di esempio i presidi: « dobbiamo essere tuttologi e sempre pronti a rispondere alle diverse richieste – commenta ancora Consolo – per poi scontrarci con pretese impossibili da attuare».  È il caso della chiamata diretta dei docenti per il potenziamento: la legge metteva in capo al dirigente l’autonomia di gestione del percorso. Poi sono intervenuti i sindacati che hanno imposto l’approvazione del collegio docenti il quale, però, non si riunisce in piena estate quando vengono definiti i profili una volta chiariti i docenti in arrivo attraverso i trasferimenti.

Tanti oneri e obblighi ma nessun onore con il problema che si va verso un ulteriore aggravamento: « Con la fine dell’anno scolastico ci saranno nuovi pensionamenti, nuove dirigenze che si liberano – fa notare il dirigente del liceo classico – In mancanza del concorso, si dovrà ricorrere alla reggenza, con carichi raddoppiati. Stiamo veramente raggiungendo il limite massimo di sopportazione».

La scuola è diventata, ormai, una realtà complessa che deve diventare autosufficiente in ogni suo segmento: la macchina, però, non è pronta. Il personale coinvolto fa ancora fatica ad adottare il nuovo cambio di passo, con la conseguenza che ogni processo si strozza nell’unica persona del dirigente : « prove Invalsi, alternanza scuola, lavoro, esercitazioni antincendio, trasparenza… obblighi su obblighi che non ci permettono più di fare il lavoro che ci piace di più e che è quello di seguire con attenzione la crescita culturale dei nostri ragazzi».

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Pubblicato il 25 maggio 2017
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