I richiedenti asilo lavoreranno come volontari in paese

È l’intenzione dell’amministrazione comunale. Piccolo: «Stiamo valutando l’impiego in aree verdi e piste ciclabili, forse anche di altri comuni della zona»

A Cuveglio arrivano 30 migranti
A Cuveglio arrivano 30 migranti

Sole e musica, due ragazzi parlottano fra loro, altri due sono seduti sulla soglia, le finestre sono aperte per far prendere aria alle stanze.

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L’inizio di via Vidoletti a Cuveglio questa mattina si presentava così, con alcuni dei migranti arrivati nei giorni scorsi nella struttura ricettiva che non è ultima all’accoglienza di richiedenti asilo.

Si tratta dell’immobile che si incontra appena dentro i confini di Cuveglio lungo la statale 394 dove venerdì scorso sono arrivati 30 richiedenti asilo su ordine del prefetto di Varese.

Ad essi se ne sono aggiunti altri 4, tutti provenienti dall’Africa sub Sahariana: la lingua che si sente è il francese.

In questi giorni la notizia ha fatto parecchio parlare in paese, più ancora sui social network dove molti utenti commentano anche in maniera irrispettosa l’arrivo di queste persone che – dice una residente della zona con la casa che dà proprio sul retro dell’albergo – «non si sentono neppure».

La signora non commenta l’arrivo dei migranti, ma ricorda un paio d’anni fa quando la struttura venne rovinata per un altro gruppo di richiedenti asilo che transitarono da qui. «Speriamo non succeda anche stavolta, ma per il momento in questi giorni non c’è stato nulla di strano».

Passando a lato dell’albergo – posto sotto sequestro qualche mese fa dalla magistratura varesina per alcune presunte irregolarità – altri due giovani sono alle prese con alcune ramazze per pulire a fondo il cortiletto interno.

Porrebbe essere solo l’inizio di una permanenza a Cuveglio dal sapore della collaborazione e dell’integrazione.
Almeno secondo gli intendimenti del sindaco Giorgio Piccolo che dietro alla sua scrivania del municipio afferma di aver appena avuto contatti per capire a quale attività questi giovani possono essere destinati.

«Beninteso: esistono precisi progetti e programmi di integrazione, di apprendimento della lingua e della cultura italiana – spiega Piccolo. Su questo si dovrà impegnare la struttura che è accreditata per la gestione dei richiedenti asilo e che li ha in carico fino a che non saranno state evase le pratiche per il riconoscimento: ci vorranno mesi. Come amministrazione comunale, però, nel frattempo intendiamo impiegare questi giovani in attività socialmente utili e non retribuite, come la pulizia delle strade e di aree verdi. Questo è un passo che intendiamo fare e che siamo valutando con le autorità. Ripeto: si tratterà di attività di volontariato non pagato».

«Inoltre – continua Giorgio Piccolo che è anche presidente della Comunità Montana Valli del Verbano – stiamo valutando un possibile impiego per tenere pulite le piste ciclabili e altre aree magari non solo di pertinenza del Comune di Cuveglio. Mi viene in mente il supporto ai tanti Comuni della zona che necessitino una mano nella gestione del verde pubblico o dei parchi».

L’amministrazione è quindi indirizzata a seguir le orme di altri centri della zona dove i richiedenti asilo stanno collaborando, vedi Gavirate in cui da tempo i richiedenti asilo gestiti dalla Croce Rossa Italiana stanno dandosi da fare per tenere pulite strade e aiuole della cittadina.

di andrea.camurani@varesenews.it
Pubblicato il 09 maggio 2017
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