Inchiesta di Lonate, il grande affare dei parcheggi nel disordine attorno a Malpensa

Lo sviluppo dell'aeroporto ha fatto diventare molto redditizio il business dei parcheggi. Nell'inchiesta che ha portato in carcere il sindaco Danilo Rivolta emerge la fame degli imprenditori che pressavano in Comune

parcheggi abusivi malpensa parco del ticino

Il grande affare dei parcheggi di Malpensa è al centro dell’inchiesta della magistratura che ha coinvolto il sindaco Danilo Rivolta, in carcere da martedì scorso. In particolare è il rapporto tra Danilo Rivolta e Aldo Sangalli, proprietario del Malpensa Parking srl, sempre alla ricerca di nuovi spazi per allargare il suo business e parcheggiare più auto possibile.

Siamo solo amici di vecchia data

Aldo Sangalli è ristretto agli arresti domiciliari e nei giorni scorsi è stato interrogato dal sostituto procuratore Luigi Furno e dal giudice per le indagini preliminari Patrizia Nobile in merito ai rapporti col sindaco Rivolta e con il fratello Fulvio. Quello che Sangalli ha descritto come un rapporto misto di amicizia e di affari (tutte le pratiche urbanistiche di Sangalli passavano dallo studio Proget Srl), nell’ordinanza del gip appare come qualcosa di più strutturato nel quale i confini tra pubblico e privato sono sempre più labili.

Noleggi, cene e quell’assegno mensile

Da una parte Aldo Sangalli è sempre propenso ad aiutare l’amico sindaco pagando il noleggio di un’auto per il figlio o il pranzo in un ristorante di Oleggio alla quale avrebbe preso parte anche noti esponenti di Forza Italia, importante sponsor politico del primo cittadino lonatese, oltre a versare regolarmente ogni mese cifre tra i 3 mila e i 5 mila euro per i lavori eseguiti al parcheggio multipiano, dall’altra Rivolta non si nega mai quando Sangalli chiede un aiuto per i suoi progetti alla continua e affannata ricerca di aree da acquisire o prendere in affitto per poter stoccare auto.

Tra questi c’è la volontà di realizzare un parcheggio da 6 mila metri quadri a Tornavento con la “scusa” di costruire un’autofficina. Il terreno è pubblico e Sangalli (in società con Giovanni Rossetti delle cave Rossetti, ndr) vorrebbe l’affidamento diretto ma Rivolta risponde che è necessaria una “garettina” perchè non si possono ignorare del tutto le procedure altrimenti si rischia di “cadere sulle cose piccole, non sulle grandi…ricordatelo”.

La “garettina” con tre società dello stesso proprietario

Ma la soluzione alternativa c’è: Sangalli pensa di partecipare alla gara con tre società sue per avere maggiori certezze di vittoria ma chiede a Rivolta di “sapere in anticipo da quale offerta partire” prospettando, di nuovo, un pagamento a Rivolta “io 5 mila te li posso dare a luglio, agosto e settembre” con una risposta sibillina del sindaco “adesso vado e sento cosa si può fare…ma non lo so” e Sangalli risponde come si conviene a chi sa che può osare “dai sbattiti, se lo vuoi fare lo fai”.

Volevano prendersi l’area più bella di Lonate Pozzolo

A riprova dell’intensa attività di Sangalli nei confronti di Rivolta c’è anche la richiesta di variazione d’uso del sito “La Brughiera” di Tornavento che Danilo Rivolta scrive di suo pugno, consegna a Sangalli il quale la porta in Comune ma trova il “no” del responsabile dell’ufficio tecnico Fabio Marziali il quale avvisa Rivolta del parere negativo: “Non credo vogliano farci un’autofficina ma un parcheggio – spiega il tecnico comunale – nell’unica zona bella di Lonate Pozzolo”.

I precedenti: auto ovunque, anche nei cortili privati

Nell’ordinanza viene dedicata una parte corposa alla questione Sangalli-Rivolta e alla continua ricerca di aree. Rivolta non smette mai di lavorare per l’amico e i contatti telefonici sono serrati e continui, le richieste sempre pressanti e condite con riferimenti a quel bonifico mensile per la Proget Srl “io penso a tuo fratello ma penso anche a te”, dice Sangalli ricordando i versamenti mensili e poi c’è la cava che si trasforma in parcheggio (posta sotto sequestro nell’estate del 2016), i giardini delle case private di Lonate che si trasformano in parcheggi, per non parlare delle aree disboscate nel parco del Ticino per far posto alle auto dei vacanzieri (anch’esse finite sotto inchiesta).

TUTTI GLI ARTICOLI SULLA VICENDA

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 22 maggio 2017
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.