La comunità cristiana scrive alla città: “Ci attendono tre sfide”

Nella lettera ci si interroga su lavoro, educazione e accoglienza. Monsignor Panighetti: «È un modo nuovo di porsi dentro il mondo cattolico varesino, un metodo che non va perso»

Lettera dei cristiani

Anche per Varese c’è un nuovo tempo e a scandirlo è la comunità cristiana che ha deciso di diventare un interlocutore politico scrivendo una lettera alla città per «pensare insieme» il futuro. Due pagine intense in cui si sottolinea la necessità di ripensare il bene comune in nome di quella «amicizia civica» più volte citata da Cardinal Scola. Tre le sfide individuate: il lavoro e i bisogni concreti di singoli e famiglie, l’educazione come opportunità di dialogo tra le generazioni e l’accoglienza dell’altro.

La presentazione ufficiale della lettera è avvenuta in un luogo simbolico, la Sala Giunta del Comune di Varese, alla presenza del sindaco Davide Galimberti e di alcune personalità che hanno partecipato alla stesura del testo, tra cui: il prevosto della città, monsignor Luigi Panighetti, il decano di Varese, don Mauro Barlassina, il preside della scuola Manfredini, Giulio Cova, la rappresentante del decanato di Varese, Paola Bassani, la sociologa Rosangela Lodigiani,  il giornalista Marco Dal Fior e il docente di etica Giampaolo Cottini.

INTERROGHIAMO LA CITTA’
«La città è bella quando risponde alle nostre domande». La sociologa Lodigiani ha citato “Le città invisibili” di Italo Calvino, sapendo forse che da tempo Varese, nel suo sonnacchioso trantran quotidiano, ha trascurato la propria bellezza eludendo le risposte alle domande fondamentali dell’esistenza. «Questa lettera è un frutto maturo del tempo, un segno della crisi di senso» ha sottolineato la docente della Cattolica. La crisi economica, che a queste latitudini ha falcidiato una secolare e ricca tradizione manifatturiera, è stata l’acceleratore di un processo già in atto. Una parte di colpa è degli stessi cittadini che non hanno voluto guardarsi allo specchio nemmeno quando il modello imperante, quello individualista, è diventato palesemente insostenibile.

«È il senso del vivere assieme che sembra smarrito» ha aggiunto Giulio Cova che di mestiere fa il preside e conosce bene la sfida educativa che in questo momento è cruciale almeno quanto quelle del lavoro e dell’accoglienza. Sfide epocali che secondo il dirigente scolastico vanno affrontate «con uno sguardo positivo sul reale» coinvolgendo i ragazzi a partire da quello che di positivo c’è già e dalla speranza.  «Un giorno Marco Dal Fior – ha raccontato Cova – mi ha detto che Varese è percorsa quotidianamente da persone invisibili che aiutano gli altri, quelli che hanno bisogno». Non sono dunque solo le città invisibili a diventar belle quando rispondono alle nostre domande, ma anche le persone.

Lettera dei cristiani

UN METODO NUOVO
Monsignor Panighetti parla esplicitamente di sogno e di invito. «Con questa lettera ci siamo messi in gioco su un sogno – dice il prevosto di Varese – È un’offerta e chi ci sta è il benvenuto a sognare con noi. La situazione che viviamo oggi è faticosa, non negativa, e queste tre sfide sono le più urgenti. È un modo nuovo di porsi dentro il mondo cattolico varesino, un metodo che non va perso».
«Bisogna attivare processi non occupare spazi» ha aggiunto Mauro Barlassina, decano di Varese, annunciando l’appuntamento del 19 maggio all’Aula Magna dell’Università dell’Insubria dove saranno approfonditi i temi della lettera con l’intervento del vicario episcopale don Luca Bressan, il filosofo Fabio Minazzi, la presidente della Camera Penale di Varese Patrizia Esposito e l’ex ministro Giuseppe Zamberletti.

IL SINDACO HA ACCOLTO LA SFIDA
Davide Galimberti
è intervenuto dopo aver ascoltato tutti gli interventi. «Le tre sfide contenute nella lettera – ha detto il sindaco -sono le nostre sfide e sono quelle su cui le pubbliche amministrazioni dovrebbero concentrarsi. Noi ci stiamo già confrontando ad esempio sul tema dell’accoglienza perché dal disagio possono nascere sinergie. Sull’educazione stiamo disegnando lo scenario dei prossimi 5 anni. La sfida più difficile è la transizione perché noi fra qualche mese avremo l’Arcisate- Stabio e lo Human technopole, due grandi occasioni per lacittà».

UN INCONTRO IN AULA MAGNA

Per approfondire i contenuti della lettera ed avviare un primo dialogo, venerdì 19 maggio alle 21 si terrà un incontro nell’aula magna dell’UNiversità dell’Insubria, in via Ravasi 2. La serata prevede gli interventi di monsignor Luca Bressan vicario episcopale per la cultura, Fabio Minazzi docente all’università dell’Insubria, Patrizia Esposito presidente della camera penale di Varese e Giuseppe Zamberletti già ministro della Protezione Civile.

 

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Pubblicato il 12 maggio 2017
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