La marcia della legalità riempie le strade di Busto

Centinaia di studenti hanno marciato per la legalità nel centro della città: "Una scelta personale che deve diventare anche un impegno divulgativo"

Legalità che scorre a Busto Arsizio
Legalità che scorre a Busto Arsizio

Un fiume colorato di magliette, striscioni e cartelli è quello che ha inondato le vie di Busto Arsizio. Il 23 maggio -giorno dell’anniversario della strage di Capaci- anche lontano da Palermo centinaia di studenti sono scesi in strada per manifestare la propria voglia di legalità.

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“Legalità che scorre” è infatti il nome dell’iniziativa del Pime che ha coinvolto oltre 750 studenti delle scuole della città, decine di docenti e un gruppo di richiedenti asilo. «Dopo aver fatto un percorso in classe abbiamo deciso di far scorrere la legalità anche per le vie di Busto -racconta Valentina Sampietro dell’ufficio mondialità del Pime- ponendo così l’accento sulla necessità di testimoniare la nostra adesione alla legalità».

Non è infatti la prima volta che a Busto gli studenti scendono in piazza contro la mafia e a favore delle buone pratiche -prima con Legalitalia e poi con altre marce- ma quest’ano il Pime ha deciso di accendere i riflettori sul fatto che «una scelta personale di questo tipo deve diventare anche un impegno divulgativo». E proprio per questo nelle settimane che hanno preceduto il corteo tutte le classi coinvolte nell’iniziativa hanno ricevuto un kit didattico con le storie di tre persone che hanno fatto della propria voglia di legalità una battaglia pubblica: «Libero Grassi, uno dei primi imprenditori a dire addio al pizzo e che per rendere pubblica la sua scelta scrisse un articolo, Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica ucciso nel 2010 e Malala, la ragazza che dice sempre che “un bambino, un insegnate un libro e una penna possono cambiare il mondo”».

Sono stati questi tre i protagonisti della marcia che partendo dalla sede del Pime è arrivata nel cuore della città. Ecco il video in diretta di parte del percorso.

Un corte che lascerà il segno. «Alla fine del corteo -continua Valentina Sampientro- realizzeremo una tela collettiva sulla quale ogni classe lascerà proprio ricordo e il proprio messaggio a favore della legalità». Poi questo quadro da 12 metri verrà tagliato in tante piccole parti e sarà consegnato alle classi in modo da ricordare che la legalità è un percorso da realizzare giorno dopo giorno.

di marco.corso@varesenews.it
Pubblicato il 23 maggio 2017
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