La protesta contro il prestito ad Alitalia parte dal terminal 1

Sabato l'appuntamento promosso da Marco Reguzzoni. Al no al prestito-ponte si aggiunge anche la voce che chiede allo Stato di pagare gli arretrati della "tassa d'imbarco"

L'ultimo volo dell'MD82 di Alitalia (inserita in galleria)
L'ultimo volo dell'MD82 di Alitalia (inserita in galleria)

Dopo il lancio giusto una settimana fa, arriva il giorno della protesta contro il prestito ponte ad Alitalia: l’appuntamento è infatti per  sabato 6 maggio, alle ore 10.30, con il ritrovo al Terminal 1 di Malpensa (gate 19, piano partenze)

A lanciare  l’iniziativa dai suoi social è stato – l’abbiamo raccontato nei giorni scorsi – l’ex capogruppo della Lega Nord, Marco Reguzzoni . L’operazione è stata fatta propria anche da alcuni sindaci del territorio, che hanno posto l’accento soprattutto su un paradosso: il governo (e quindi lo Stato centrale) concede prestiti ad Alitalia, ma nel frattempo i Comuni aeroportuali devono ancora incassare gli arretrati sulla tassa d’imbarco.

«Quella di domani – spiega Reguzzoni – è una protesta che non ha colore politico, è un modo per dare voce a un territorio che è stato sacrificato sull’altare degli interessi politici di pochi, ai suoi sindaci che ancora oggi attendono gli oltre 92 milioni di euro di arretrati della tassa d’imbarco e a tutti i cittadini, imprenditori e lavoratori del sedime aeroportuale che con l’abbandono di Malpensa da parte di Alitalia sono stati vittima di una scelta scellerata. Saremo lì – conclude Reguzzoni –  per dire basta con gli aiuti di Stato a un’azienda che ha già ampiamente dimostrato di non essere capace di stare sul mercato».

La protesta contro il prestito-ponte viaggia ormai ufficialmente in parallelo con quella per chiedere il saldo della tassa d’imbarco, per cui lo Stato è debitore da anni nei confronti dei Comuni (quelli di Malpensa, ma anche tutti gli altri, capeggiati da Fiumicino). La manifestazione di sabato è anche occasione per raccogliere le firme a sostegno dell’istanza Ancai (l’associazione dei Comuni aeroportuali), volta proprio a rimediare alla beffa della tassa comunale di imbarco: di 6,5 euro pagati da ogni passeggero in partenza da un aeroporto italiano, ai comuni arrivano solo 10 centesimi.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 05 maggio 2017
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