La Provincia annulla il bando per i nuovi autovelox

L’assessore alla viabilità Tamborini: «Decisione per allinearci al Consiglio di Stato». Previsto un maggiore coinvolgimento dei sindaci

Avarie
Foto varie

La Provincia di Varese annulla il bando per la concessione del servizio di “installazione noleggio e manutenzione di dispositivi per la rilevazione delle infrazioni al codice della strada e prestazioni connesse”: gli autovelox.

Questione delicata, con valori importanti: il bando si aggirava attorno a 45 milioni e la concessione prevista dalla gara era della durata di 11 anni.

Il punto era la gestione della materia – in “project financing”, quindi col diretto coinvolgimento del privato – che aveva fatto surriscaldare nei mesi scorsi il dibattito sul tema a Villa Recalcati: troppo alto l’importo, che sarebbe ricaduto sulle tasche dei cittadini, dicevano dai banchi dell’opposizione.
Di oggi la notizia, giunta con una nota stampa a firma dell’assessore alla Viabilità Davide Tamborini.

«Sulla Sicurezza delle strade provinciali – afferma Tamborini – gli obiettivi non sono cambiati. Vogliamo rendere la nostra rete viaria sempre più sicura, priorità condivisa anche dai Comuni. Abbiamo deciso di annullare il project financing per allinearci ad un recente parere del Consiglio di Stato e gli uffici stanno già lavorando per trovare una soluzione alternativa così da poter dare attuazione ad un progetto complessivo di sicurezza stradale, come anche chiesto dai sindaci».

Con un recentissimo parere, infatti, il Consiglio di Stato ha chiesto alle amministrazioni che intendono utilizzare lo strumento del project financing di analizzare i rischi connessi a tali operazioni. Il parere, in linea anche la posizione dell’Autorità Nazionale Anti Corruzione (Anac), precisa in maniera molto chiara che i progetti devono essere dotati di una dettagliata analisi dei rischi di costruzione, di disponibilità e di domanda. Tale analisi presuppone la creazione di un protocollo chiamato “matrice”, che consente anche il monitoraggio dei rischi durante tutto il periodo di esecuzione dell’opera o dei servizi.

«Alla luce di questo importante parere – continua Tamborini – possiamo dire che la decisione iniziale, presa a febbraio, di sospendere in autotutela il bando “per la concessione del servizio di installazione, noleggio e manutenzione di dispositivi per la rilevazione delle infrazioni al codice della strada” si è rivelata corretta. Il progetto presentato, infatti, non conteneva una dettagliata analisi del rischio e per tale motivo, senza abbandonare la priorità della sicurezza sulle nostre strade, adesso abbiamo deciso di procedere all’annullamento della procedura di assegnazione».

L’Amministrazione provinciale però conferma la priorità del tema sicurezza sulle strade: «Il progetto su cui lavorano gli uffici – conclude Tamborini – prevede anche il coinvolgimento dei sindaci, che ci stanno già segnalando esigenze e criticità. Siederemo presto tutti attorno a un tavolo per individuare le migliori modalità possibili di collaborazione».

«Siamo soddisfatti del risultato ma preoccupati per il futuro: quante altre delibere “approssimative” sfornerà questa amministrazione – si chiede Giuseppe Longhin, consigliere provinciale della Lega Nord -? Quello che ha detto Tamborini non è corretto. Quando dice che “il Consiglio di Stato ha chiesto alle amministrazioni che intendono utilizzare il project financing di analizzare i rischi connessi a tale operazioni” non precisa che il Consiglio di Stato non “chiede” o suggerisce alle amministrazioni perché si esprime per sentenze. La verità è che qualsiasi buon amministratore dovrebbe analizzare tutti gli aspetti di qualsiasi progetto messo in campo. Tamborini ha trovato un progetto già avviato e certo non è l’unico responsabile. La verità è che grazie alle opposizioni si è evitato un bagno di sangue per l’Ente e un salasso per i cittadini e che l’ annullamento del bando è dovuto alla preoccupazione peri risvolti contabili e penali  che questa sciagurata operazione ha avviato, visto che la pratica è all’attenzione della Procura della Corte dei Conti e della Procura della Repubblica di Varese. Bisognerebbe chiedere spiegazioni, oltre che al consigliere delegato, anche al vice presidente Magrini che ha attivato l’operazione e al Presidente Vincenzi che ha approvato il progetto».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 maggio 2017
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