Le città intelligenti: la sfida che apre nuove opportunità alle imprese 

Lo sviluppo delle smart cities al centro del confronto tra il sistema-Varese e Oman. L’interesse del Paese mediorientale per lo sviluppo delle tecnologie digitali rappresenta una nuova frontiera per le aziende 4.0, anche quelle del Varesotto

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 Nel non troppo lontano 2015 prendeva il via, dalla città di Milano, un percorso internazionale di interscambio e apertura sulle opportunità per le imprese tecnologiche che, toccando diversi territori, è arrivato fino a Varese. E come allora è di nuovo il Consolato dell’Oman ad accorciare le distanze. Lo ha fatto quest’oggi durante un workshop, organizzato in collaborazione con l’Unione degli Industriali della Provincia di Varese e il Lombardy Energy Cleantech Cluster al Centro congressi varesino di Ville Ponti, dal titolo: “Smart cities: Italia e Oman, esperienze e tendenze. Eccellenze tecnologiche Made in Italy per il futuro delle nostre città”.
«Negli ultimi anni il Sultanato dell’Oman, sotto la saggia e illuminata guida di Sua Eccellenza il Sultano Qaboos bin Said Al Said, sta impiegando ingenti risorse per favorire lo sviluppo di Information Technologies e creare infrastrutture capaci di promuovere l’evoluzione verso un sistema economico sostenibile anche in ottica globale. A tal proposito l’alfabetizzazione digitale e la proposta di servizi al cittadino per un utilizzo più ‘Smart’ delle città rappresentano nelle più grandi città Omanite il presente, piuttosto che il futuro», ha affermato il Console dell’Oman a Milano, Giuseppe De Pascali Pepe.
Le Smart Cities sono, per l’appunto, luoghi in cui infrastrutture e tecnologia si uniscono al servizio del cittadino, del suo benessere e della sua sicurezza.  E il Varesotto può senz’altro vantare eccellenze nelle tecnologie green applicate alle Smart Cities, nonché azioni finalizzate alla promozione di tali comparti, come ha spiegato agli interlocutori dell’Oman e alla platea Marco De Battista, coordinatore delle Aree economiche dell’Unione Industriali varesina:  «Nonostante gli interscambi commerciali tra la nostra provincia e l’Oman non siano attualmente molto forti, siamo convinti che il confronto e lo scambio reciproco di esperienze possano apportare rilevanti contributi ai nostri rispettivi territori». Ha poi proseguito De Battista: «L’Oman è infatti al centro delle attenzioni nazionali e non solo del nostro sistema Confindustria. Si è recentemente conclusa la missione di Sistema, che ha toccato le città di Muscat e Sohar, vedendo la partecipazione di 70 aziende e 4 associazioni industriali. Nel corso della missione, le aziende italiane hanno avuto modo di verificare le possibilità di collaborazione con le 250 controparti omanite presenti, anche nel settore delle Energie rinnovabili, al centro di specifiche politiche implementate in Oman con l’istituzione dell’Information Technology Authority (ITA) con lo scopo di accrescere i progetti per lo sviluppo delle Infrastrutture Tecnologiche nazionali, favorire la costruzione di un Oman digitale e supportare ulteriori iniziative di e-Governance del Sultanato».
Ed è proprio quando la tecnologia esce dalle fabbriche e dai laboratori per entrare nella quotidianità delle persone che nascono le città intelligenti. Nient’altro che la risposta alla costante ed incalzante evoluzione della società. La pervasiva presenza di sensori, smartphone e device connessi che ci rendono produttori di servizi e contenuti, va di pari passo con lo sviluppo di una società sempre più smart. Basti pensare che entro il 2050 il 65% della popolazione mondiale vivrà in città. Il che significa, basandosi sui dati raccolti dallo United Nations Regional Information Centre for Western Europe, che tra poco più di trent’anni oltre 5,9 miliardi di persone risiederanno in metropoli la cui crescita e gestione dovrà essere guidata e controllata.
In uno scenario simile, le nuove tecnologie giocheranno sempre più un ruolo strategico, rappresentando unostrumento fondamentale per governare la pianificazione urbana fin da oggi. Un esempio di Smart Technologies messe al servizio del territorio sono quelle adoperate dal progetto Varese SmartCity, ideato e realizzato della Liuc – Università Cattaneo con il contributo della Camera di Commercio e il patrocinio di Comune e Provincia di Varese. «La moderna società ha bisogno di città intelligenti a misura d’uomo. Il che si declina in cittadini intelligenti. La tecnologia è veramente un fattore abilitante, ma sono le persone che vivono la città che dovrebbero riconoscere questa dimensione di connettività – ha spiegato Luca Mari, Professore Ordinario alla Scuola di Ingegneria Industriale della Liuc –. Ed è qui che possono intervenire le Università: facendosi promotrici di progetti in grado di creare occasioni di intelligenza diffusa sul territorio».
Così come avvenuto nel Varesotto. Mobilità intelligente, rilancio dell’economia territoriale, organizzazione della governance urbana, sostenibilità ambientale, vivibilità e attenzione alle persone: il panorama è ampio e ricco di possibilità, apparentemente astratte. A renderle concrete ci hanno pensato le testimonianze di alcuni tra i più importanti player del settore. Come la Gasparoli srl, realtà gallaratese impegnata nel campo dei restauri e della manutenzione di edifici storici e non. «I beni culturali sono una straordinaria ricchezza per il nostro paese, valorizzarli significa rendere disponibile la conoscenza. Ma accanto ai saperi del passato e delle abilità artigianali essenziali per progettare interventi di riqualificazione è necessario un processo evolutivo del settore che sappia coniugare obbiettivi etici e metodologici della tradizione con le tecnologie moderne e i prodotti più innovativi – commenta Paolo Gasparoli, direttore tecnico dell’azienda –. Stiamo cercando di immaginare come l’Internet delle cose sia in grado di supportare un ambito operativo fortemente analogico come quelle dei beni culturali e della conservazione, dove al centro c’è ancora l’abilità manuale del restauratore. La grande trasformazione digitale in atto è una sfida e il settore dei beni culturali non può certo rimanere uno spettatore: noi ci stiamo provando».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 maggio 2017
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