Lettera aperta al sindaco di Sesto

Il Comitato Pace e convivenza scrive al primo cittadino dopo il suo no preventivo ai richiedenti asilo

Sesto Calende varie

Riceviamo e pubblichiamo, in risposta alle dichiarazioni del sindaco di Sesto Calende Marco Colombo, che si è detto pronto a incatenarsi per impedire l’arrivo di nuovi richiedenti asilo.
La foto si riferisce alla Giornata culturale senegalese, celebrata alla Marna sabato 20 maggio

Lettera aperta del Comitato Pace e Convivenza al sindaco Colombo 21 maggio 2017
Il giorno dopo la positiva esperienza di condivisione con le donne e la comunità senegalese per la Giornata culturale senegalese alla Marna di sabato 20 maggio (dove abbiamo riascoltato le parole del poeta e statista senegalese Léopold Sédar Senghor “La cultura è radicamento e apertura”), desideriamo comunicare pubblicamente alcune nostre riflessioni:
“L’infermiera Daniela Oberti mentre visita un paziente nel campo di transito di Idomeni, al confine greco-macedone. All’epoca ospitava circa 11.000 rifugliati in condizioni terribili. ‘Sono davvero senza parole, indignata, molto triste! Non che quando succede in altre parti del mondo sia meno rilevante, ma in Europa sembra tutto più terribilmente inaccettabile’”
“Oggi, oltre 60.000 migranti sono ancora bloccati in Grecia con scarso accesso a servizi di cura e assistenza. Karon e la sua famiglia sono a Lesbo dal 2 agosto 2016 ‘ Non voglio che le mie figlie vedano ciò che ho visto io in Iraq. Il mio sogno è che vivano in un bel paese, senza guerra, senza sangue’”.

Queste due didascalie si trovano sotto due foto pubblicate sul periodico di Medici senza Frontiere. E sono foto che “parlano”, coinvolgono emotivamente, ci fanno sentire una nullità di fronte alle necessità primarie di uomini e donne come noi, che scappano da situazioni invivibili, in cui manca il minimo necessario per la sopravvivenza.
Ci pesano ancora di più queste situazioni nel momento in cui, su un altro giornale, La Prealpina, leggiamo la dichiarazione del sindaco Colombo che promette di incatenarsi se a Sesto Calende la Prefettura organizzasse – in base all’art. 10 della Costituzione sul diritto all’asilo – l’ospitalità di un gruppo di rifugiati.
Sappiamo di dovere al Primo Cittadino di Sesto Calende il rispetto che lui non sembra riservare a chi è meno fortunato di lui e alla parte di cittadini sestesi che non vogliono rifiutare a priori la possibilità che qualche rifugiato arrivi in questo Comune. Qui a tutt’oggi, da molti anni, convivono serenamente, condividendo strutture di ogni genere, i cittadini sestesi e coloro che sono stati costretti a lasciare la loro terra d’origine per i più svariati, ma sempre gravi, motivi.
Al Sindaco Colombo chiediamo: “Le piacerebbe non poter difendere la sua compagna e la sua piccola figlia dalle bombe, dalle violenze? Le piacerebbe sapere che da domani mattina potrebbe non avere più il suo lavoro, perdere tutto, e non avere più niente per sostenere se stesso e la sua famiglia? Le piacerebbe dover affrontare interminabili viaggi a piedi, esposto ad ogni genere di pericolo, alla mercè di chiunque volesse farle del male, per scappare da un posto dove non avrebbe nemmeno più l’acqua per bere quando ha sete, o una benda per fasciarsi le ferite, o dover dormire all’aperto esposto a qualsiasi genere di rischio?”
Siamo sicuri che la sua risposta sarebbe: ”Sì, ci ho pensato e mi spaventa, e forse ho esagerato dichiarando che non ospiterò mai rifugiati nel mio comune”. A volte le nostre decisioni sono un po’ “emotive” ma quando riusciamo a metterci “nei panni degli altri” ci viene in mente quella che viene comunemente chiamata “regola aurea” : “non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te”.

Chiediamo al Sindaco Colombo di riflettere su questo: ha le capacità e il potere per far rispettare la legge, per i Sestesi e per i non Sestesi, per chi riesce a mantenersi da solo e per chi ha bisogno anche degli altri per poter ricominciare una vita degna di questo nome.
O forse il sindaco Colombo pensa di non essere in grado di gestire la presenza a Sesto di un piccolo gruppo di persone per un breve periodo, in attesa di conferma del diritto all’asilo e quindi di una sistemazione più dignitosa?

In fondo un progetto per ospitare richiedenti asilo a Sesto è già stato attivo dal 2001 al 2008, nel pieno rispetto della legge e in continuo contatto con il Ministero degli Interni, che aveva chiesto al Comune di Sesto di entrare nel Piano Nazionale Asilanti (PNA), oggi diventato SPRAR (Servizio Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati).
Sono passate famiglie di ogni provenienza, dal Libano alla Macedonia, dalla Moldavia a molti altri paesi del sud del mondo. E ci pare che i Sestesi non possano lamentarsi che sia stato tolto loro qualche diritto, soprattutto quello di vivere in pace con gli altri.

COMITATO PACE E CONVIVENZA DI SESTO CALENDE
21 MAGGIO 2017

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 maggio 2017
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