L’Ospedale di Circolo in una mappa da toccare

Una mappa dell’Ospedale di Circolo di Varese da toccare. È il progetto “Varese da toccare”, nato con l’obiettivo di mettere in relazione le necessità dei ragazzi iscritti al CPIA di Varese (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti) con quelle delle persone prive della vista

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Una mappa dell’Ospedale di Circolo di Varese da toccare. È il progetto “Varese da toccare”, nato con l’obiettivo di mettere in relazione le necessità dei ragazzi iscritti al CPIA di Varese (Centro provinciale per l’istruzione degli adulti) con quelle delle persone prive della vista.

A realizzarlo i minorenni iscritti al CPIA, sedicenni-ventenni che per diverse ragioni non hanno ancora superato l’esame di Stato per il conseguimento del titolo di studio di Scuola Secondaria di Primo Grado: persone a grave rischio di esclusione sociale per cause economiche, sociali o etniche, alcuni di questi studenti sono già seguiti dai Servizi Sociali dei comuni di appartenenza e provengono da famiglie disagiate, a volte con storie di abusi, dipendenza o detenzione, spesso in stato di povertà o grave necessità economica, alcuni non italofoni da poco giunti nel nostro Paese che si rivolgono al CPIA per potere completare almeno il primo ciclo di studi.

Il progetto ha contemplato una serie di attività teoriche e pratiche che hanno impegnato i ragazzi per la durata dell’anno scolastico 2016-17, finalizzate a far loro realizzare una mappa tattile dell’ingresso, del Cup e del day center dell’Ospedale di Circolo di Varese, come aiuto all’orientamento per le persone non vedenti.

Le mappe tattili costituiscono uno straordinario ausilio all’autonomia e alla mobilità per le persone non vedenti, che trovano in questi strumenti la possibilità di acquisire informazioni preliminari sui luoghi, tali da permettere loro la libera e autonoma fruizione degli spazi (se accompagnati dal cane-guida) o la percezione consapevole dello spazio (se accompagnati da una persona).

Per contro, un’attività laboratoriale come quella prevista nel progetto, ha permesso agli studenti del CPIA un tipo di apprendimento pratico e fra pari, in un’attività di gruppo che è in grado di riattivare i canali comunicativi e di apprendimento che sono in molti casi mortificati.

Il progetto ha realizzato una serie di scopi che possiamo schematicamente indicare come segue: messa a confronto dei ragazzi con le persone non vedenti, e di conseguenza con una reale serie di gravi difficoltà nello svolgimento delle attività quotidiane; acquisizione di nozioni circa: lettura di un disegno, il concetto di scala di rappresentazione, elementi necessari alla realizzazione di una costruzione, informazioni in materia di architettura, viabilità, modellismo, ecc.; svolgimento di un’attività manuale ‘costruttiva’ i cui risultati sono immediatamente visibili e portano ad una realizzazione tangibile del lavoro svolto; gratificazione in occasione della presentazione del lavoro svolto e delle sue finalità; la facilitazione dell’apprendimento della lingua italiana, non solo di termini nuovi legati al lavoro, ma anche attraverso interviste che si sono concretizzate in un video, in cui i ragazzi hanno espresso, in italiano, le loro motivazioni di partecipazione al progetto; messa a disposizione delle persone non vedenti di supporti alla mobilità.

Hanno collaborato al progetto il Museo Tattile Varese e il CPIA, con il patrocinio di Ufficio Scolastico Territoriale Varese, Comune di Varese, Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti sezione di Varese con il contributo della Fondazione comunitaria del Varesotto.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 maggio 2017
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