L’urlo dei vigili del fuoco: “Dateci più uomini o scioperiamo”

Per sopperire ai buchi di organico i sindacati di categoria chiedono che in caso di bisogno venga tolta la seconda emergenza alla sede aeroportuale di Malpensa

vigili del fuoco

Una provincia grande e con problematiche complesse, ma con troppi pochi uomini che badano alla difesa civile, cioè all’attività che quotidianamente spetta ai vigili del fuoco, che in una pesante nota sindacale rivendicano più effettivi.

«Ormai assistiamo da diverso tempo alla carenza cronica di personale presso le sedi di servizio dei Vigili del Fuoco della provincia di Varese. Dall’ultima ricognizione quasi il 20 % del personale assegnato al Comando Provinciale è assente a vario titolo ( Art. 12 del D.p.r. 07.05.2008 – Legge 104/92- Dlgs 267/2000 – Art. 42bis Dlgs 151/2001, ecc. ecc.) assenze non rimpiazzate e che purtroppo inficiano gravemente il dispositivo di soccorso. Di fatto ci si vede costretti alla riduzione ai minimi termini del personale in turno di tutte le sedi di servizio (costringendo a togliere i supporti come autobotti e\o autoscale che possono diventare in alcuni eventi necessari).
In caso di bisogno i sopra citati mezzi devono essere inviati da sedi lontane o addirittura da altri comandi provinciali) e, a volte, si rende inoltre necessaria la chiusura di alcuni presidi sul territorio: come è avvenuto lunedì 8 maggio per il distaccamento di Somma Lombardo, dove il personale in servizio è stato spostato per garantire la sede aeroportuale di Malpensa. Durante la giornata si è verificato un gravissimo incidente proprio nel comune di Somma, in viale Canottieri (che dista solo cinque minuti dalla locale sede vigili del fuoco) il personale di soccorso è dovuto arrivare dalla sede di Busto\Gallarate con le tempistiche che voi stessi potete immaginare».

Gli incrementi di personale, continua la nota, sono stati richiesti al Ministero ma non concessi.

«Non siamo più disposti a lavorare e far lavorare i nostri colleghi in queste condizioni, facendo loro rischiare ben oltre a quello che il nostro lavoro di per sé comporta.
Soprattutto non siamo più disposti a tacere davanti alla chiusura (anche se temporanea) dei presidi sul territorio.
In seguito alla distribuzione di 400 unità a livello nazionale era stato richiesto un incremento (più che motivato) del personale per alcune sedi (Luino e Ispra), aumento avvenuto solo marginalmente, per la sola sede di Ispra.
Vengono continuamente concessi i benefici di legge sottraendo operatori al comando senza per altro che gli stessi vengano rimpiazzati in alcun modo. I presidi sul territorio risentono costantemente di carenza per garantire i numeri minimi alla sede aeroportuale».

Cosa chiedono, quindi, i sindacalisti della categoria?
«Che in caso di carenze venga tolta la seconda emergenza alla sede aeroportuale di Malpensa (la seconda emergenza di per sé non inficerebbe sull’attività dell’aeroporto; di fatto la seconda emergenza – accordo stilato a livello locale – garantisce solo un ulteriore convoglio di soccorso nel caso in cui il primo sia impegnato su una delle due piste e solo per non interrompere la normale attività. Eventualità mai capitata, pensata quando l’hub della brughiera era astro nascente e si preventivava un traffico aereo notevole cosa attualmente di fatto ridimensionata. Nella peggiore e remota ipotesi di due emergenze in volo vogliamo ricordare che a pochi minuti vi sono altri due aeroporti Milanesi perfettamente in grado di gestire un qual si voglia inconveniente)» .
Ma non solo: «Che vengano assegnate le ore di straordinario al fine di compensare le assodate carenze; che vengano definite delle modalità certe di rimpiazzo del personale inviato in articolo presso altri Comandi; che si attivino procedure atte a sanare le carenze di qualificati (allo stato attuale mancano quasi 50 capi squadra); che si riveda la ridistribuzione del personale a livello centrale al fine di integrare le sedi dove si era già motivata una carenza».
«Ci auspichiamo che la politica non sia come al solito sempre sorda davanti alle esigente dei lavoratori dello stato, uomini e donne che ogni giorno lottano per portare soccorso alle popolazioni.
Siamo stanchi delle medaglie, delle belle parole e di essere ricordati solo nei talk shows televisivi per fare audience.
Pretendiamo di lavorare ma soprattutto di soccorrere i cittadini in modo sicuro e decoroso, non con automezzi che superano i 30 anni e al limite delle risorse.
Ci riserviamo di entrare in sciopero al fine di tutelare i lavoratori/trici ma ancor più i cittadini di questa provincia».

La nota sindacale è firmata congiuntamente da FNS CISL VVF (Massimo Isgrò), CGIL VVF(Marco Franzetti), UIL PA VVF (Rosario Galizia), CONAPO (Michele Filippis)

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 11 maggio 2017
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