Morte di Giada Molinaro, il suo investitore non rallentò

Sono state depositate le motivazioni della condanna a carico di Flavio Jeanne, il 24enne che la sera del 14 settembre investì e uccise la 17enne in viale dei Mille

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Imprudenza, imperizia, negligenza e colpa. Sono state depositate le motivazioni della condanna a carico di Flavio Jeanne, il 24enne che la sera del 14 settembre investì e uccise Giada Molinaro, 17 anni, sulle strisce pedonali di viale dei Mille a Varese. La condanna è stata emessa il 28 marzo scorso.

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Varese Alessandro Chionna nelle motivazioni spiega le ragioni che hanno portato alla condanna a 6 anni dell’uomo, pena giudicata troppo tenera da amici e genitori di Giada: non si è voluto dare una pena esemplare, ma equa secondo il giudizio del giudice.

Jeanne, cuoco nato in Italia da genitori originari delle Isole Mauritius, da quello che emerge dalle motivazioni della sentenza di condanna, non si è fermato dopo aver investito la ragazza, non è tornato indietro, ma anzi ha accelerato subito dopo l’impatto, avvenuto ad una velocità di 59 km/h: pochi metri dopo, la sua auto ha registrato la velocità di 83 km/h. La scatola nera della Kia dell’imputato conferma quanto riferito dai testimoni, cioè che l’auto che ha investito Giada non ha rallentato nè prima nè dopo il tragico impatto.

E non solo. Jeanne ha anche tentato di nascondere le proprie responsabilità in ogni modo, spostandosi a piedi dopo l’incidente e tentando di mascherare l’accaduto dando una spiegazione non veritiera al padre, alla fidanzata e al carrozziere (“ho investito un cinghiale”, disse).

L’imputato è stato condannato a 6 anni di carcere, aumentati a 9 per la fuga e ridotti a 6 per via del rito abbreviato. Dovrà inoltre risarcire le spese processuali (15 mila euro in tutto oltre oneri ed accessori di legge), mentre il danno cagionato dal reato è da liquidarsi in separata sede.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 maggio 2017
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