Nei prati della Rasa, al Parco Morselli e a Velate

Camminata di Teresio Colombo a caccia di fiori e piante

Teresio Colombo a Velate, Rasa e Parco di Villa Cagnola
parco del campo dei fiori

Il giorno 10/5 approfittando della giornata con sole ho scelto come meta la Rasa e soprattutto i prati sui declivi ai piedi di pian Val Dés che ritengo fra i più ricchi di varietà botaniche, non mi sorprende che appena il sentiero volta verso la salita al pianoro ho la sorpresa di trovare l’Erba perla minore (Buglossoides arvensis) (01) una borraginacea ormai diventata rara nella nostra provincia tanto che il testo di autori vari “La flora alpina” lo considera non più presente in provincia di Varese ed anche P. Macchi nel libro su “La flora della Provincia di Varese” lo considera raro in provincia, io sono al secondo anno che lo ritrovo ma solo in questo posto e subito dopo aver trovata l’erba perla cerulea sulle Pizzelle, ritengo opportuna la salvaguardia di entrambi i fiori rari; prendo il sentiero che sale rapidamente al pianoro ma vedo alcune orchidee screziate in piene fioritura, ma sono in prati recintati e solo di quel tipo di orchidea è presente, ritorno sui prati più in basso e vedo che sono in fioritura alcuni esemplari di dittamo e vedo che anche le Orchidi screziate (Orchis tridentata)(02), molto bella malgrado sia stata abbattuta; approfitto per riprendere la Vulneraria comune (Anthyllis vulneraria) (03) che costituisce un foraggio assai ricercato dagli erbivori, caratteristica la pianta per i sepali lanosi.

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Teresio Colombo a Velate, Rasa e Parco di Villa Cagnola 4 di 15

Il giorno 13/5 in compagnia delle figlie mi reco al villaggio Cagnola, alla Rasa di Varese per controllare la fioritura del Fior di legna, ma vedo che buona parte dei fiori sono abortiti causa le temperature degli scorsi giorni, qualche fiore accenna ad aprirsi, comunque scegliamo di rimandare di fotografarle per qualche giorno, proseguiamo nel cammino  e vedo, subito dopo la risorgiva, un piccolo cespuglio di Raponzolo di Sceuchzer (Phyteuma scheuchzeri) (04) riconoscibile dalle foglie basali lanceolate; un poco più avanti, superata la deviazione per la statua si sta aprendo un Lilioasfodelo maggiore (Anthericum liliago) (05) una liliacea ben presente in tutto il parco anche se predilige i terreni; altro fiore che ha suscitato il mio interesse  è il Geranio sanguineo (Geranium sanguineum) (06) le figlie sostengono che il colore è meno vivo rispetto a quello che hanno trovato loro, preciso che la differenza di colore è data da una esposizione al sole per un diverso numero di ore; purtroppo non ho trovato i fiori che pensavo di trovare e decidiamo di tornare a casa.

Il giorno 14, è la festa della mamma, ero ancora a letto quando ho fatto gli auguri a mia moglie, verso le 8 telefona gli auguri la figlia minore che è in Germania alle 9 arrivano le altre 2 figlie che ci invitano ad uscire con loro la meta che si propone è il parco Morselli di Gavirate. Scelgo di non scattare foto in andata riservandomi di fare le foto al ritorno. Superata la casa rosa, attualmente centro per l’educazione naturalistica ed ambientale del Parco Campo dei Fiori e abitazione dei custodi del parco Morselli, le figlie decidono di andare fini alla pozza mentre mia moglie ed io scegliamo di fermaci a godere della tranquillità del luogo. Il Sambuco comune (Sambucus nigra) (07, 08) questa caprifogliacea comune nei nostri boschi ha infiorescenze a corimbo che mia moglie coglie per preparare successivamente dei biscotti profumati e saporiti, anche il Fior d’angelo (Philadelphus coronarius) (09,10) è fiorito, nella discesa colgo la foto della Peverina tomentosa (Cerastium tomentosum) (11), questa cariofillacea generalmente coltivata nei giardini rocciosi è oramai da considerarsi pianta sub-spontanea, mi accorgo nel frattempo che sono maturi le Fragole comuni (Fragaria Vesca) (12) che mangio subito dopo averle fotografate; subito dopo ho l’occasione di vedere la Fragola matta (Duchesnea indica) (13) anch’essa una rosacea importata dal sud-est asiatico in rapida diffusione le mie figlie chiedono se sia velenosa io sostengo di no e solo mangiando grossi quantitativi può arrecare disturbi riguardanti lo stomaco non la ritengo saporita, una delle figlie ne coglie una e la mangia concludendo che non sa proprio di nulla; ecco un ceppo di Timo maggiore (Tymus vulgaris) (14) in piena fioritura è un antisettico naturale dal profumo intenso molti sono i suoi usi sia come medicinale sia come sostanza aromatica; finalmente riesco a vedere un Papavero a clava (Papaver dubium) (15), fiore che diventa sempre più raro.

Il giorno 16 di pomeriggio ottengo un passaggio dalla figlia maggiore per il Poggio di Luvinate, da dove imbocco il sentiero per Velate, la prima sosta la faccio al pratone di Velate dove è ancora in piena fioritura la Robinia (Robinia pseudoacacia) (16) pensavo che le piogge di questo periodo mi avessero fatto perdere il piacere della vista di questa fioritura che invece ho ritrovata qui; belle sono pure le piantine di Veronica medicinale (Veronica officinalis) (17) questa scrofulariacea comune e fino a qualche anno fa addirittura coltivata negli orti; colgo l’occasione per fotografare il fiore del Citiso scopario (Cytisus scoparius)(18) la leguminosa conosciuta anche col nome di ginestra; esco dal pratone e mi avvio verso Velate sul percorso si incontrano vecchi muri sui quali compaiono fra l’altro la Cimbalaria (Cymbalaria muralis) (19) la scrofulariacea che abbonda su tutti i vecchi muri soleggiati con fioriture che si succedono in tutti i mesi dell’anno e la Borracina cinerea (Sedum dasyphyllum) (20) la crassulacea anch’essa amante dei muri vecchi.

Teresio colombo   

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 maggio 2017
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