Operazione Pollicino, sei kg di marijuana sparsi per la città e tre arresti

La Squadra Mobile ha messo le manette a tre componenti di una banda che smerciava droga proveniente dall'Albania

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Il nome scelto per l’operazione descrive il modus operandi del capo della banda che spacciava marijuana in città: “Pollicino” perchè come il personaggio della fiaba anche lui lasciava tracce del suo passaggio in vari punti di Varese. Al posto delle molliche di pane, però, i poliziotti hanno trovato chili di marijuana, sei in tutto, e hanno farro scattare le manette per due italiani ed un albanese.

Nelle prime ore del mattino di ieri, martedì 16 maggio, 30 operatori della Polizia di Stato della Questura di Varese a conclusione di una complessa attività d’indagine, condotta nel periodo tra aprile e luglio 2016, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Varese Alessandro Chionna, su richiesta del Pubblico Ministero Annalisa Palomba, all’applicazione di misure cautelari a carico di un sodalizio criminale composto da cittadini albanesi ed italiani per attività illecite connesse al traffico e allo spaccio sostanze stupefacenti.

I fatti risalgono allo scorso anno ed hanno preso spunto dalla segnalazione di un cittadino che notava spesso un uomo aggirarsi tra alcune siepi nella città di Varese. Il primo intervento della Polizia sul luogo indicato ha consentito di rinvenire tra la vegetazione un quantitativo di marijuana pari a 150 grammi.

Ritenuto non casuale “l’occultamento” della droga in tale luogo, la Sezione Antidroga della Squadra Mobile della Questura di Varese ha avviato un’attività d’indagine che ha consentito di individuare in poco tempo, grazie anche al monitoraggio delle telecamere di videosorveglianza cittadine, l’autore dell’occultamento: un cittadino albanese dedito allo spaccio di marjuana e ben inserito nel contesto criminale del traffico di sostanze illecite. Analizzando i suoi movimenti i poliziotti sono riusciti ad identificare la rete dei “clienti consumatori” e quella di altri spacciatori che si rifornivano da lui.

L’uomo, per eludere i controlli e le attenzioni delle forze di Polizia, durante le ore notturne si premuniva di occultare, in più punti della città, i quantitativi di droga da spacciare il giorno seguente, preoccupandosi durante il giorno di far avvicinare i clienti al “deposito” di droga più vicino. Lo stesso era altresì in possesso di un “magazzino di stoccaggio” un rudere abbandonato e fatiscente nel quale vi aveva sotterrato il “grosso” della sua disponibilità.

Le sue responsabilità sono da mettere direttamente in correlazione con un livello di regia superiore, sono stati infatti accertati collegamenti diretti con la malavita albanese residente in quel paese ed il coinvolgimento di persone già residenti in Italia ma espulse o destinatarie di provvedimenti giudiziari restrittivi sempre per reati inerenti il traffico di stupefacenti.

Nell’indagine si è comprovata la responsabilità oggettiva di cittadini Italiani che in questo contesto si sono adoperati con continuità nel favorire l’attività di traffico e spaccio con condotte quali: quelle di reperire appartamenti utili ad agevolare l’occultamento della droga o in più occasioni il “maneggio” e la “custodia” propria dello stupefacente.

Ieri sono stati quindi tratti in arresto due cittadini italiani, B.A. di anni 57 e A.L di anni 44 e un cittadino Albanese C.A. di anni 46. Sono in corso le ricerche di un altro cittadino albanese, anch’egli destinatario di un provvedimento restrittivo. Sono state altresì sottoposte a perquisizione domiciliare altre abitazioni di fiancheggiatori.

L’attività complessiva d’indagine ha consentito di sequestrare 6 chilogrammi di sostanza stupefacente del tipo marjuana, denaro contante pari a 5000 euro e titoli di credito sui quali verranno effettuati accertamenti.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 17 maggio 2017
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