Ottocento firme per salvare il Circolone dal bavaglio

I gestori dello storico locale legnanese hanno consegnato le firme contro l'ordinanza che impedisce la musica oltre le 22. Qualche giorno fa i candidati sindaco si sono espressi tutti contro la decisione

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busto arsizio varie

Mercoledi 17 maggio, al termine del dibattito “Città viva e rumore in città, si o no?“ che si è svolto presso la nostra sede di via San Bernardino, abbiamo consegnato al Sindaco e a tutti i nuovi candidati a quella poltrona, le firme raccolte nel nostro locale contro l’ordinanza emessa dall’Amministrazione Centinaio.

Sono firme raccolte liberamente tra chi frequenta il Circolone la sera, alla trattoria del mezzogiorno, all’orario dell’aperitivo o durante le cene al bistrot. Sono firme di “testimonianza” della voglia di un Circolone libero di esprimere momenti di socialità in una città viva e ricca di momenti di incontri.

Tutti i candidati si sono espressi durante il confronto: nessuno ha risposto con un no alle domande su “Città viva”, ma molti Sì al rumore ma di “qualità”, molti Sì al Rumore ma nel rispetto delle regole… Città viva sì e per tutti: e attenzione a definirla un paesotto..
D’altra parte quale sprovveduto candidato proporrebbe Legnano come “città dormitorio” e votata al silenzio?

Città attiva e vivace per tutti vuol dire anche rumore, ma i Candidati in vario modo hanno precisato “da conciliare con il diritto al riposo dei cittadini e nel rispetto dunque di regole, leggi e regolamenti.”…

Su questo punto si vuole sollecitare una risposta più chiara da parte dei candidati sindaci.
Nella selva di leggi, codicilli e possibilità per funzionari, enti regolatori e controllori di piegare e costruire percorsi “ad hoc” in maniera da giustificare qualunque atto amministrativo, la politica locale deve essere in grado di fare il suo mestiere e proporre “visioni di futuro” a cui i burocrati dovrebbero riferirsi. Senza indicazioni la burocrazia diventa decisore ed attuatore delle politiche sociali del Comune.

E sarebbe auspicabile che ciò non accada: percorsi kafkiani in cui si chiedono misurazioni, ma poi non si mettono a disposizione del privato regolamenti e tempi tecnici per poterle effettuare; oppure il prendere atto di misurazioni palesemente errate di organismi regionali (senza tener conto di sentenze di tribunali amministrativi) in maniera da imporre al privato (noi) ardui e costosissimi percorsi “di legge” per arrivare a dati “oggettivi”. E’ un tipico “malessere” italiano, dovuto ad atti amministrativi miopi nei confronti di tutte quelle attività che fanno di una città un luogo vivo.

La Sospensiva Temporanea dell’Ordinanza (ordinanza emessa a Maggio 2016 e che ci impone le ore 22 come limite di attività musicali e uso degli impianti audio) ne è l’esempio eclatante. Dal 15/5 al 30 settembre cortesemente abbiamo riacquisito la possibilità di ricominciare le attività musicali in salone, in mesi estivi in cui il Circolone, da piu di 15 anni, non ha MAI effettuato tali attività (per non creare disturbo al vicinato causa le porte aperte per il caldo estivo), mentre ci viene negata la possibilità di una qualsivoglia programmazione per il periodo successivo, vista la scadenza del 30/9 (data in cui le attività di concerto al chiuso dovrebbero ricominciare..)

Se da un punto di vista di un burocrate italico il percorso sopra descritto è estremamente limpido, normato e tutto sommato inattaccabile, da un punto di vista della gente comune pare a dir poco assurdo.

La politica locale dovrebbe evitare queste incongruenze. I candidati Sindaci a nostro giiudizio non dovrebbero porre questioni sulla qualità del rumore, ma sulla corretta interpretazione delle necessità della comunità.

Nel consegnare all’attuale Sindaco Centinaio le oltre 800 firme di frequentatori, amici e clienti, raccolte dal Circolone in poche settimane, per togliere il “Bavaglio al Circolone”, abbiamo rivolto a chiunque sarà il prossimo Sindaco la sollecitazione ad assolvere con “maggiore coraggio” il ruolo di “mediatori” negli inevitabili conflitti.

Per il Circolone significa che se oggi è possibile emettere un’Ordinanza che impedisce l’attività di un locale – mettendone a rischio la sussistenza, i posti di lavoro e il diritto dei giovani a ritrovarsi – a fronte di un superamento di un limite di decibel già di per sé basso e per di più misurato solo a finestre aperte in pieno inverno (modalità discutibile..)… forse l’ordinanza di chiusura non è una risposta che si concilia con la conclamata aspirazione di voler amministrare una città viva.

Confidiamo nella dichiarazione di Centinaio e in quelle degli altri Candidati Sindaci, di dichiarare necessarie le modifiche sui parametri dell’azzonamento acustico, cosi che questo strumento sappia interpretare il diritto al riposo del singolo cittadino con il diritto ai momenti di aggregazione della collettività: un azzonamento che ci porti più vicino ad un modello di città quale Milano (universalmente riconosciuta come città viva e da tutti  lodata per la sua “vivacità” culturale).
Questo è certamente un campo in cui la “visione di futuro della città” dei nostri amministratori si sarebbe dovuta misurare, contro l’ordinaria e forse piu semplice applicazione di analisi e azioni burocratiche.

Al Circolone – che non fa un’attività comune a qualsivoglia bar/ristorante/discoteca/
esercizio commerciale del territorio – il compito di continuare a stimolare candidati ed elettori su questi temi, anche uscendo dalla propria sede e organizzando momenti di raccolta firme e opinioni in città, per misurare realmente il bisogno e la voglia dei cittadini di vivere in una Legnano viva e protagonista, per poter proporre dal basso una visione di città che pare spesso sfuggire a chi ha amministrato e a chi amministrerà.

Firmato: la Cooperativa sociale Circolo Fratellanza e Pace -
Benemerenza Civica 2004 premiata “…come spazio di incontro diverso, particolare, fantasioso, dedicato ai giovani, per la cultura, il divertimento, il confronto e la solidarietà”

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 maggio 2017
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