Padre Franco, le ultime dalla Colombia: «Una messa speciale per la pace»

E' un periodo caldo per il missionario malnatese, che deve affrontare un'ondata di criminalità

padre franco nascimbene
padre franco nascimbene

Riceviamo e pubblichiamo l’ultima lettera dalla Colombia di Padre Franco Nascimbene.

Cari amici che mi seguite dall’Italia,

vi scrivo per raccontarvi ciò che abbiamo vissuto domenica scorsa qui nel quartiere.
Già altre volte vi avevo raccontato della preoccupazione che ci dava un gruppo di una ventina di giovani neri tra i 15 ed i 25 anni che, assoldati ed armati da un gruppo criminale paramilitare bianco, si dedicano al microtraffico di droga a un centinaio di metri da casa mia.
Inoltre, trovandosi una pistola tra le mani, da vari mesi seminano il panico nella zona rubando, picchiando, uccidendo, minacciando, chiedendo il pizzo ai vari negozietti.
Con vari religiose-i che viviamo o facciamo attività nella zona siamo andati a visitare il nostro Vescovo e l’abbiamo invitato a presiedere una Messa all’aria aperta nel luogo dove i ragazzi delinquono
Ci siamo incontrati a un chilometro di distanza  e siamo partiti in processione-marcia verso il luogo dell’evento.
La sera prima della Messa erano stati assessinati altri due giovani di 17 anni.
Erano state sospese tutte le Messe della zona perché la gente confluisse lì.
Eravamo circa 300 persone tra cui il Vescovo (con mitra e bastone), sei preti della zona ed una cinquantina di suore.
Il potere ecclesiastico si é messo al servizio delle vittime e la Messa é diventata un momento profetico.
Preceduti da una statua della Madonna col bimbo, siamo entrati al luogo dell’evento, dove da molto tempo quasi più nessuno cammina per dire ai ragazzi e soprattutto ai loro finanziatori che quella strada non era di loro proprietà e, lì dove ogni giorno si vive nel vizio, nella paura, nell’assalto di transeunti e nella morte, abbiamo celebrato la Vita sotto gli occhi stupiti dei ragazzi che ci guardavano a distanza ma non hanno fatto niente per impedircelo.
Era il giorno anniversario della abolizione della schiavitù nera in Colombia ed abbiamo affidato al gruppo afro l’animazione dei canti e di momenti di danza liturgica durante la Messa.
Al momento penitenziale della Messa abbiamo bruciato una serie di parole scritte ognuna in un foglio di carta: assassinato, furto, assalto, minaccia, droga, paura.
Le donne nere del gruppo che si riunisce nella mia casa hanno danzato, vestite con abiti tipici, mentre portavano le offerte all’altare.
Il Vescovo ha fatto un intervento molto apprezzato sul valore della vita umana, il rispetto degli altri, la libertà di fronte all’idolo del denaro che spinge alla morte.
Alla fine della Messa c’é stato uno spazio culturale dove avevamo invitato vari gruppi a presentare brevi opere di teatro e varie danze.
Tutto l’insieme é riuscito bene, senza complicazioni né minacce.
Ci chiedevamo a cosa sarà servito. Le prima cosa che pensiamo sia successa é che molta gente che da mesi non metteva piede in quella strada, aiutata dal fatto di essere molti, ha avuto il coraggio di venirci e penso che questo fatto ha restituito loro un po di speranza.
La seconda cosa positiva é che i neri, che in questi mesi, per colpa di quei ragazzi, erano considerati dagli altri come tutti cattivi, viziosi e assassini, hanno avuto nella Messa una presenza ed una attuazione allegra e piena di vita che ha mostrato l’altra faccia del popolo nero.
Speriamo inoltre che la festa della vita, celebrata sotto gli occhi dei ragazzi, abbia portato qualcuno di loro a riflettere su ciò che stanno vivendo e chissà, a spingere qualcuno a cercare alternative di vita.
Vedremo nelle prossime settimane i frutti di questa celebrazione-denuncia.
Un saluto a voi tutti

Franco

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 24 maggio 2017
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