Profughi, prevosto: “Saronno è una città generosa ecco perché non mi sono arreso nel lavorare per l’accoglienza”

Monsignor Armando Cattaneo spiega la propria decisione di accogliere 9 profughi nella casa parrocchiale di piazza Libertà

Profughi, prevosto: \"Saronno è una città generosa ecco perchè non mi sono arreso nel lavorare per l\'accoglienza\"
Profughi, prevosto: \"Saronno è una città generosa ecco perchè non mi sono arreso nel lavorare per l\'accoglienza\"

“Saronno è una città accogliente, aperta e generosa. Non sono mancanti coloro che si sono opposti a questa mia decisione. Ma è bene chiarire che il mio desiderio non è quello di accogliere a tutti i costi. Anzi. Vorrei con tutto il cuore che non fosse necessario accogliere queste persone, perché vorrebbe dire che potrebbero restare nel proprio paese, senza rischiare la vita e senza correre pericoli”. Così il prevosto di Saronno monsignor Armando Cattaneo spiega la propria decisione di accogliere 9 profughi nella casa parrocchiale di piazza Libertà.

Il prevosto parte proprio dall’ordinanza con cui l’Amministrazione comunale ha bloccato il primo progetto di accoglienza saronnese quello che nella primavera scorsa doveva portare 32 profughi all’ex sede del liceo GB Grassi: “Non mi sono mai sentito sconfitto, né ho mai litigato col sindaco. Le istituzioni vanno rispettate. Ma non mi sono di certo arreso. Qui nasce il secondo tentativo di accoglienza, che si sta realizzando proprio in questi giorni”.

Ed entra subito nei dettagli: “Ho pensato di utilizzare parte della casa parrocchiale, dove vivo da solo, per accogliere i migranti. Ho provveduto a ristrutturare e rinnovare l’area apposita, richiedendo tutti i permessi necessari alla Curia e avviando il lavoro di collaborazione con Intrecci, la cooperativa della Caritas che si occupa di questi progetti. Il consiglio pastorale ha approvato all’unanimità la mia scelta e due settimane fa ho annunciato a tutte le messe che siamo in attesa di accogliere i migranti che la Caritas vorrà mandarci.

Un delegato Caritas starà con loro 24 ore su 24, così da poter svolgere al meglio il ruolo di mediatore culturale”

di saragiud@gmail.com
Pubblicato il 26 maggio 2017
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