Protesta contro il prestito Alitalia, aderiscono anche i sindaci

L'iniziativa di Marco Reguzzoni raccoglie consensi (con qualche distinguo). Al centro anche un'altra questione: "Roma ci dia gli arretrati della tassa d'imbarco: ci devono 92 milioni"

L'ultimo volo dell'MD82 di Alitalia (inserita in galleria)
L'ultimo volo dell'MD82 di Alitalia (inserita in galleria)

Ci sarà più di un sindaco dell’area di Malpensa – pur con qualche distinguo – alla manifestazione di sabato contro il prestito ponte di Alitalia, organizzata – in pochi giorni – da Marco Reguzzoni.

Un’adesione che a volte si differenzia nelle posizioni specifiche sul prestito ponte, ma che richiama invece la scarsa equità mostrata dallo Stato nei confronti di Alitalia da una parte e del territorio di Malpensa dall’altra. «Abbiamo una ragione precisa per protestare: Roma ci deve ancora 92 milioni di euro, quelli della tassa d’imbarco non ancora versata» spiega Mauro Cerutti, sindaco di Ferno e presidente dell’Ancai, l’associazione dei Comuni aeroportuali. A fianco di Cerutti interverranno Romano Miotti, sindaco “civico” di Vizzola Ticino, e Stefano Bellaria, primo cittadino di Somma Lombardo (Pd). Con riserva la partecipazione di Danilo Rivolta di Lonate Pozzolo (Forza Italia)

La questione della tassa d’imbarco (ufficialmente: addizionale comunale, pagata dai passeggeri in partenza) è annosa: tutti i governi si sono dimostrati cattivi pagatori nei confronti dei Comuni che hanno il disagio della presenza dell’aeroporto: «Erano risorse che dovevano essere destinate al nostro territorio, ma per anni non abbiamo visto saldati i conti, solo lo scorso anno abbiamo avuto una tranche significativa» ricorda Cerutti. «E questo a fronte dell’aumento delle risorse: la tassa d’imbarco partita da 1 euro è arrivata a superare i sei euro, ma dobbiamo battagliare ogni anno per ottenere questi soldi». Mentre una parte consistente viene appunto “girata” agli ammortizzatori di Alitalia, attraverso quello che – un po’ ipocritamente – è definito fondo di sostegno per i lavoratori del trasporto aereo (in generale).

«Certo: spiace per i posti di lavoro in Alitalia, ma non posso non notare che le stesse garanzie economiche non sono state date a tante aziende in difficoltà, anche del nostro  territorio» continua Cerutti di Ferno.  Che rimarca anche come le politiche di Alitalia hanno «avuto conseguenze nefaste per il nostro territorio». Fa un distinguo Danilo Rivolta, primo cittadino di Lonate: «Se è per la causa delle risorse della tassa d’imbarco, io ci sono. Al contrario non capisco molto quale senso abbia rispetto alle politiche di Alitalia».

Anche Stefano Bellaria primo cittadino di Somma Lombardo richiama proprio la questione della tassa d’imbarco per spiegare la sua adesione: «Un problema su cui tutti i governi dal 2009 si dimostrano poco attenti. Sabato lanciamo il grido d’allarme di un territorio, di fronte alle risorse garantiti ad Alitalia». La posizione del sindaco di Somma sul prestito-ponte è meno radicale di quella di altri colleghi: «Se serve, che sia davvero risolutivo. Serve un piano vero per il futuro, non solo metterci soldi». Bellaria tiene poi a precisare che l’adesione è legata alla questione economica e non alle politiche generali su Malpensa: «Sul masterplan e i piani di sviluppo i sindaci del Cuv si esprimeranno con un documento unitario tra pochi giorni».

Nel fronte dei dubbiosi c’è Angelo Bellora, sindaco di Cardano al Campo e presidente di turno del Cuv, il consorzio che riunisce i Comuni aeroportuali di Malpensa: «Quella di Reguzzoni è una idea interessante, la capisco in parte, ma dal punto di vista istituzionale non è il nostro ruolo: di Alitalia dovrebbe occuparsene una corte fallimentare, non i sindaci del Cuv. Mentre dal punto di vista delle politiche di trasporto aereo, Alitalia ormai non c’entra più molto: ormai la compagnia ha solo un 3% di attività su Malpensa». Bellora torna al dehubbing del 2008 e non risparmia una frecciata alla Lega Nord di allora, di cui Reguzzoni era esponente di rilievo: «La colpa principale di quanto è accaduto a Malpensa è di chi ha proposto una grande illusione che non ha avuto forza di imporsi. O hai una compagnia che porti traffico a lungo raggio, o l’hub non riuscirai mai a farlo».

Andando appena al di là del perimetro dei Comuni aeroportuali (intesi: quelli che fanno parte del Cuv) prende invece le distanze un altro sindaco, quello di Gallarate, Comune che ha (ri)attivato di recente la commissione speciale su Malpensa: «Non capisco il senso dell’iniziativa, mi sembra una propaganda personale di Marco Reguzzoni» commenta Andrea Cassani, primo cittadino gallaratese. «Non capendo a quale partito afferisce l’iniziativa, penso che non andrò. A dire il vero non sono stato neppure invitato formalmente».

Dal punto di vista politico, si va un po’ in ordine sparso: aderiscono sindaci di centrodestra, civici e di centrosinistra. Al più una certa ostilità emerge dagli ambienti della Lega Nord, per il ruolo di Reguzzoni in passato e per la successiva posizione critica del presidente di Volandia. Tra chi aderisce, prevale l’idea di fare fronte comune passando “sopra” le ragioni dei partiti: «Oggi su questo serve un passo indietro della politica» sintetizza Cerutti.

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 04 maggio 2017
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Commenti

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  1. Scritto da diadora

    “Basta soldi ad Alitalia, sabato corteo a Malpensa ”

    siete dei poveri buffoni… l’Italia ha bisogno e deve avere una compagnia di bandiera. blaterate tutti in tv per i miliardi (8 circa), ma non fate leva sui 4 spesi lo scorso anno per i nuovi arrivati (immigrati, dicono scappati da guerre).

    poi alle elezioni scommetto che lega blabla si allea con silvio, che è il contrario…