Sicurezza e lavoro: quello che manca è a portata di mano (ma non lo vediamo)

E’ un periodo difficile, in cui i cittadini percepiscono un continuo degrado della sicurezza e delle opportunità di lavoro. Come si può cercare di cambiare rotta? Prime risposte nella tavola rotonda di Confcooperative

Assemblea confcooperative insubria 2017
Presidente Mauro Frangi

E’ un periodo difficile, in cui i cittadini percepiscono, anche nella pur benestante Varese e in una zona che – malgrado tutto – ha saputo reggere il colpo di questa infinita crisi, un continuo degrado della sicurezza e delle opportunità di lavoro. Ma è tutto vero? e come si può cercare di cambiare rotta a questo percorso che sembra tutto in negativo? E’ uno degli argomenti emersi dalla tavola rotonda che si è svolta durante l’assemblea di Confcooperative Insubria, che si è svolta sabato 20 maggio alle ville Ponti di Varese. Un dibattito vivace, culminato in una interessante tavola rotonda a cui hanno partecipato, tra gli altri, anche il Prefetto Giorgio Zanzi, il sindaco di Varese Davide Galimberti e il presidente della Camera di Commercio Giorgio Albertini. Un dialogo partito da una articolata relazione del presidente di Confcooperative Insubria.

«Guardando i numeri, la zona nord della provincia di Varese ha un indice di criminalità simile a quello del sud del Canton Ticino, e la zona sud della provincia è simile alla zona sud della provincia di Como – ha sottolineato il Prefetto, Giorgio Zanzi – Dal mio punto di vista la situazione della provincia di Varese sotto l’aspetto dell’ordine e della sicurezza pubblica è accettabile, ha addirittura aree immuni da fenomenologie criminali e sono quindi attrattive per chi vuole investire. Non posso però nascondere che se questa sembra essere la realtà obiettiva, c’è una percezione della sicurezza pubblica che non è collimante. Le nostre collettività oggi hanno una percezione negativa dell’ordine e della sicurezza pubblica. Il perchè non è facile dirlo, e non è il mio terreno: posso fare solo ipotesi. La prima è data dalle lentezza e non certezza delle pene, non a causa di singoli giudici, ma di un sistema che si è creato. Il secondo è la presenza di migranti sempre piu impegnativa: persone con abitudini molto diverse che creano in alcune persone una (falsa) sensazione di pericolo.Il terzo motivo è dato dal mondo dei social network: ora un reato, un comportamento irregolare viene “sparato in un nanosecondo” sui social: dando la percezione che ce ne siano piu di quel che sembra, e di maggiore gravità”».

Una percezione, quella della scarsa sicurezza, che fa il paio con la scarsità di lavoro e prospettive. Che vanno però affrontate pensando al futuro. E’ il succo dell’intervento di Davide Galimberti, sindaco di Varese, che prima ricorda una situazione che sta per diventare concreta, con il completamento della Arcisate Stabio, e con la nascita di Human Technopole nell’area dell’Ex Expo: dei collegamenti importanti in cui Varese può fare da hub, grazie anche alla nuova zona delle stazioni, che è in fase di progetto ma ha già ottenuto gran parte dei finanziamenti che servono.

«E’ necessario che professionalità ed esperienza scientifiche rimangano sul territorio – ha sottolineato Galimberti – Abbiamo l’obbligo di far si che le esperienze restino qui e non siano attratte da hinterland e dall’europa. Questo però è un compito del sistema economico. Lo potete fare voi, e i settori dell’economia, creando occasioni professionali ed economiche affinchè le eccellenze restino sul territorio. Le istituzioni, dal loro canto hanno il compito e il dovere di fornire efficienza. non si può piu aspettare anni per avere una risposta: ora un imprenditore che fa una domanda deve avere subito la risposta, si o no. Sennò chi intraprende, questa risposta la va a cercare da un’altra parte».

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 21 maggio 2017
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