“È un uomo morto, lo metto in una bara”. Ma i funzionari con la schiena dritta non si sono piegati

Intercettato, il sindaco esprimeva la rabbia per i rilievi e le indagini fatte dai commissari della Polizia Locale. Comandante, agenti e altri funzionari sono stati rimossi e umiliati

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Il vertice politico dell’amministrazione – il sindaco – è finito in carcere, mentre tra gli indagati ci sono compagni di partito e funzionari. Secondo la Procura di Busto sono il volto oscuro del Comune di Lonate Pozzolo, a cui si contrappone invece la fermezza incorruttibile di altri dipendenti comunali. «Funzionari con la schiena dritta», li ha definiti il procuratore Luigi Furno (anch’egli minacciato da Rivolta), che non si sono piegati alle pressioni, alle richieste di lasciar perdere. Che hanno vissuto anche lo spostamento in uffici periferici, puniti dal sindaco – secondo la Procura – per la loro indisponibilità a piegarsi ai voleri della famiglia Rivolta.

«La loro colpa è stata mantenere la schiena dritta nei confronti di un sindaco che voleva abusare dei suoi poteri per ottenere vantaggi economici per sé e per i suoi famigliari». Importante il ruolo di Maria Cristina Fossati, la comandante della Polizia Locale dell’Unione Ferno Lonate, che dopo anni di servizio è stata quasi umiliata con il demansionamento, nell’autunno del 2016, sostituita da un comandante considerato più malleabile (l’opposizione di centrosinistra presentò una interrogazione in consiglio comunale sul provvedimento). Fu accusata dalla giunta dell’Unione Ferno-Lonate di aver “espletato [l’incarico] in maniera insoddisfacente ed anche lacunosa”.

Fossati è stata tra le prime a pagare. La Procura ha citato un sms del sindaco in cui chiedeva al segretario comunale Vietri (indagato a piede libero) di liberarlo dalla presenza di Fossati: “Hanno pisciato fuori dal vaso, domattina revoco la responsabilità alla comandante. Studia qualcosa perchè ne ho pieni i coglioni”.
«Un’opera di epurazione», l’ha definita il procuratore aggiunto D’Amico. Anche Barbara Finotello – secondo gli elementi raccolti da Procura, carabinieri e Finanza – è stata spostata dall’ufficio tecnico perchè non si piegava alle pressioni dei Rivolta perchè “agevolasse” le pratiche che interessavano a sindaco e fratello. Così come è stata spostata Giovanna Giudici, architetto trasferita all’ufficio tributi. E poi i commissari di Polizia Locale che avevano effettuato accertamenti su alcune pratiche, Massimo Baccin e Vincenzo Liguori: puniti per aver fatto il loro dovere, trasferiti in uffici seminascosti e senza dotazioni, addirittura in un ufficio riattivato ad hoc a Malpensa, lontano dagli “affari” del sindaco in paese.

In una conversazione del 2 settembre del 2016, il sindaco usa espressioni pesantissime prima contro il pm Furno che sta indagando su di lui e poi nei confronti di un dipendente colpevole di non essere allineato, il commissario Liguori della Polizia Locale: «Questo io lo rovino… Liguori è un uomo morto, capit… è già nella bara, devo solo cercare l’inceneritore». Rivolta contava di delegittimarlo anche con una denuncia alla Procura.

Tra i dipendenti comunali il demansionamento di Fossati e le punizioni nei confronti degli altri funzionari avevano creato tensioni e paura, nella mattina di oggi – martedì 16 maggio – su alcuni volti quasi si coglieva un senso di sollievo rispetto all’indagine che ha svelato il clima pesante. Rivolta si stava muovendo per rimuovere anche il capo dell’ufficio tecnico Fabio Marziali. Sia Fossati che Marziali hanno collaborato anche successivamente alle indagini, registrando alcuni colloqui che hanno fornito ulteriori elementi di prova.

Sono stati i funzionari ad aprire il primo spiraglio attraverso cui Procura, Finanza e Carabinieri sono arrivati a ricostruire il sistema che ruotava intorno alla Proget srl. Rompendo un «monopolio» illegittimo dello studio dei Rivolta, di fronte a cui anche «i cittadini sembrano assuefatti, perché i privati sanno che affidando allo studio le pratiche otterranno il pacchetto completo, una via preferenziale».

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 16 maggio 2017
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  1. Scritto da lenny54

    In attesa dei passaggi giudiziari che la vicenda avra’, anche solo il tenore dei discorsi di questo sindaco riportate dalle intercettazioni fa pensare. Ancor di piu’ dovrebbero pensare quei cittadini che lo hanno votato e quali sono stati i loro metri di giudizio….

  2. Scritto da Felice

    La lista di imputazioni e i toni usati da questo “sindaco” sono impressionanti.
    Ma ancora più impressionante è la totale assenza di coscienza civica dei cittadini di Lonate Pozzolo.
    Ma chi cavolo avete votato? Non potete tutti scendere dal pero ignorando chi fosse. Non ci credo. Sarebbe un caso unico al mondo di nemesi collettiva.