Taldone: “Sugli autovelox evitata scelta scellerata”

Il consigliere forzista sottolinea il lavoro di pressing da parte dell'opposizione per fermare il bando così come immaginato dalla Provincia

giuseppe taldone consiglio comunale luino
giuseppe taldone consiglio comunale luino

In una nota il consigliere provinciale di Forza Italia, Giuseppe Taldone, critica le scelte operate dalla giunta sul bando per la gestione degli autovelox tramite project financing, al centro di una retromarcia da parte del consigliere delegato alla viabilità Davide Tamborini e del presidente Vincenzi che ha portato all’annullamento della gara dopo la sospensione di febbraio in autotutela. Di seguito il comunicato di Taldone.

Il ravvedimento operoso è uno strumento che la legge consente e non sarò certo io a metterlo in discussione. Ma qui più che di ravvedimento dovremmo parlare di vera e propria retromarcia. Mi riferisco all’annullamento del bando Autovelox a gestione privata da parte della Provincia di Varese e di chi la governa. Mi fa piacere che il consigliere delegato alla Viabilità Davide Tamborini consideri la sicurezza sulle strade provinciali una priorità: almeno sulla “diagnosi” del problema, e lo dice un medico, siamo in sintonia. È sulla “terapia” da adottare che le nostre “strade” divergono, almeno sino ad oggi.

Infatti il project financing, approvato con delibera del Presidente della Provincia Gunnar Vincenzi e condiviso dalla maggioranza di cui Tamborini fa parte, avrebbe consentito al privato la gestione degli Autovelox sulle strade della nostra provincia per la bellezza di ben undici anni, cioè fino al 2028, con la possibilità per tutto il periodo di erogare sanzioni. Una decisione unilaterale che ci ha da subito visti contrari, con aspetti poco convincenti e presa in autonomia e senza alcuna condivisione con il Consiglio provinciale e l’Assemblea dei Sindaci. Procedura decisamente anomala oltre che per le modalità di attuazione (project financing), anche per la durata dello stesso (ben 11 anni!).

Ci siamo da subito espressi contro questa iniziativa non perché pregiudizialmente ostili al privato, che spesso fa meglio del pubblico, ma per il rischio concreto di trasformare il sistema sanzionatorio stradale da educativo a punitivo, per le intuibili ed inevitabili necessità di cassa che si sarebbero configurate. Un’operazione sicuramente vantaggiosa per il vincitore del bando, per la possibilità di guadagno con le multe, ma non per la comunità, a rischio di sanzioni indiscriminate. Chi presenta questi progetti infatti lo fa per ricavarci un proprio utile e la stessa operazione Autovelox, per reggersi economicamente, prevedere strategie sanzionatorie a dir poco discutibili. Senza calcolare gli esempi poco rassicuranti nelle province in cui si è voluto verificare questo tipo di gestione. Tutto ciò ci ha spinto subito a prendere pubbliche posizioni contrarie al provvedimento ed a chiederne l’immediato ritiro.

Il pressing istituzionale con i colleghi della minoranza e l’impatto massmediatico creato dalla vicenda hanno fatto il resto, consentendo di ottenere a febbraio la sospensiva tecnica del bando ed ora anche il suo annullamento. Ora apprendiamo, come peraltro dichiarato dallo stesso Tamborini, che il project financing, presentato per gestire privatamente gli Autovelox, non conteneva neanche una dettagliata analisi dei rischi connessi all’operazione, né tantomeno contemplava un protocollo per il monitoraggio degli stessi. Ma allora ciò che è stato approvato con delibera presidenziale cosa conteneva? O forse sarebbe meglio chiedersi cosa non conteneva? Perché si è voluto approvare frettolosamente un project financing e non discutere con calma di sicurezza stradale, cercando la più ampia condivisione possibile?

Chissà cosa sarebbe successo se mesi fa non avessimo sollevato il caso con determinazione, scontrandoci con una maggioranza inizialmente arroccata sulle proprie posizioni. Per questo sorrido quando Tamborini sostiene che “la decisione iniziale, presa a febbraio, di sospendere in autotutela il bando era corretta”. La verità è che se fosse dipeso dalla maggioranza di cui fa parte, il progetto Autovelox a gestione privata sarebbe già operativo e le strade della nostra Provincia probabilmente inondate di dispositivi con l’unico obiettivo di multare il malcapitato di turno. Ci sono altri modi per gestire la sicurezza stradale e se si vuole se ne può tranquillamente parlare. Normalmente è con il confronto e non con lo scontro che scaturiscono le scelte migliori

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 14 maggio 2017
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