Tari più cara? Colpa di chi la evade ma anche di chi non voleva alzare le tasse

Torna in consiglio comunale la questione dell'innalzamento del gettito per la tassa sui rifiuti. Il consigliere Pd Brugnone punzecchia la maggioranza: "In passato usati i soldi di Agesp per coprire i buchi"

sala consiglio comunale busto arsizio

Il consiglio comunale ha approvato, ieri sera (giovedì), il bilancio consuntivo del 2016. Qualche polemica, anche interna alla maggioranza, ha caratterizzato il dibattito sui contenuti anche se le critiche sono arrivate tutte dall’opposizione e neanche tutta.

Se Busto al Centro ha sostanzialmente “giustificato” la giunta Antonelli che si è trovata a gestire il vecchio bilancio e quello nuovo, dal Pd e dal Movimento 5 Stelle sono arrivate critiche che sono entrate nel merito della questione Tari, forse la parte più controversa di questa transizione tra l’era Farioli e quella Antonelli.

In particolare è stato il consigliere Massimo Brugnone ad entrare nel merito della vicenda, partendo dall’aumento di quasi 2 milioni di euro di gettito previsto per il 2017: «Perchè aumentate la Tari nel 2017 se nella relazione del bilancio consuntivo specificate che la copertura dei costi del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti è del 100,23%?».

Una domanda alla quale il sindaco Antonelli ha risposto “scaricando” la responsabilità sulla precedente amministrazione davanti ad un Farioli che non ha battuto ciglio:«Sono aumentati i costi. Gli altri anni non raggiungeva il limite disposto dalla legge, nel senso che i costi erano superiori al rispettivo introito».

«Negli anni scorsi – ha precisato Paola Reguzzoni – sono stati usati i soldi di Agesp per coprire la parte mancante. Da una parte per colpa di chi evade e dall’altra per la scelta di non alzare il livello di tassazione comunale che ha permesso a questo Comune di avere la pressione fiscale comunale più bassa della Lombardia».

Quindi, come da sempre accade in Italia, si alzano le tasse a chi le paga per colpa di chi non le paga e poi ci si chiede perchè abbiamo una pressione fiscale da far rabbrividire chiunque. Considerazioni a parte il consigliere Brugnone ha espresso i suoi dubbi sulla legittimità dell’uso dei soldi di una società partecipata per coprire i costi di un servizio che, secondo la legge, dovrebbe essere interamente coperto con i soldi delle tasse.

L’escamotage usato negli anni passati è quello del fondo per i crediti di dubbia esigibilità (come ha sottolineato anche la consigliera Claudia Cerini dei 5 Stelle) che, per il 2017, è stato ampiamente rafforzato sia perchè richiesto dalla legge, sia per non avere sorprese in caso di verifica su come viene gestita la Tari. Gli unici a ridere, in tutta questa situazione, sono gli evasori.

Qualche critica è arrivata, infine, sul raggiungimento degli obiettivi da parte degli assessorati. La consigliera del Pd Cinzia Berutti critica le percentuali di raggiungimento: «Vedo percentuali che vanno dall’80% in su. O gli obiettivi sono troppo semplici o non ci si rende conto dei problemi irrisolti della città». La risposta del sindaco Antonelli è lapidaria: «Se ha dei nomi da suggerirci per sostituire quelli che ci sono ce li faccia avere».

 

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 06 maggio 2017
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  1. Scritto da mark65

    Questo conferma come la gestione Farioli sia stata fatta in maniera poco trasparente e da incapaci lo stesso Farioli è tutta fuffa, come la fanfaronata che viene sbandierata della non aver aumentato le tasse.Peccato che i suoi elettori sono di memoria corta Farioli Azzimonti Armiraglio Lista Crespi Lega Forza italia sono quelli che nel primo mandato Farioli hanno fatto il bando europeo per la riscossione e la rettifica al rialzo delle metrature della tari vedi Società andreani con tutti i casini