Ticino troppo caro: Lisa fa le valigie e viene a vivere in Italia

Ticino on Line negli scorsi giorni ha raccontato la storia di Lisa, una ragazza svizzera di 25 anni che ha scelto di andare a vivere in Italia insieme al marito e ai suoi due figli piccoli. L'abbiamo contattata anche noi ed ecco cosa ci ha detto

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Ticino on Line negli scorsi giorni ha raccontato la storia di Lisa, una ragazza svizzera di 25 anni che ha scelto di andare a vivere in Italia insieme al marito e ai suoi due figli piccoli. La storia ci ha colpito e abbiamo contattato Lisa, facendoci spiegare le motivazioni e le ragioni della scelta di questa giovane che segue una strada percorsa da parecchi ticinesi negli ultimi tempi: stando a quando scrive Ticino on Line i dati dell’Associazione Ticino&Lavoro parlano del 29% dei giovani ticinesi interessati a lavorare in Svizzera e a vivere in Italia, per via dei costi di vita elevati in Svizzera, dello squilibrio con le paghe e del fatto che il frontalierato, seppur inviso a molti oltre confine, sia sempre di più un’opzione interessante per molti.

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«Io ho la doppia cittadinanza, sono cresciuta a Locarno con i miei genitori. Mio marito è nato in Italia, a Porto Ceresio, e fa l’operaio a Chiasso – racconta Lisa -. La decisione di cercare casa in Italia nasce da vari fattori, non solo da quello economico che è sicuramente il principale. Le spese qui sono altissime: abbiamo un solo stipendio e pagare 1500 franchi di affitto nell’equivalente di una casa popolare in Italia è davvero tanto. Se poi aggiungiamo 300 franchi per la cassa malati, le tasse automobilistiche, i tagli ai sussidi e tutto il resto si capisce la difficoltà di arrivare a fine mese. Per cui abbiamo valutato l’opzione di trasferirci in Italia, continuando a lavorare in Svizzera: Marco diventerà un frontaliere a tutti gli effetti, io anche ho intenzione di cercare lavoro in Canton Ticino una volta che i bimbi (di 2 e 4 anni) saranno più grandi. In Svizzera i frontalieri sono malvisti, ma è per via della politica che solleva polveroni e alimenta una guerra tra poveri che non ha una vera ragione».

Una decisione presa non a cuor leggero, per una serie di motivi. Innanzitutto per i pregiudizi che a quanto pare oltre confine sono ben radicati nei confronti dei servizi italiani: «So già che impazzirò con la burocrazia – spiega Lisa -, che è ben diversa da quella svizzera, molto più leggera. Idem per i trasporti. Ho cercato razionalmente di superare i preconcetti su scuola e sanità, che qui da noi sono molti. La sanità sono convinta non sia peggio in Italia, anzi. Sulla scuola, avevo dei dubbi per quanto riguarda l’asilo, ma cercando magari in strutture private sono convita di poter arrivare a pareggiare gli standard svizzeri, risparmiando parecchio, oltretutto».

Facendo un calcolo veloce, la famiglia di Lisa venendo a vivere in Italia risparmierebbe circa la metà di quanto spende per l’affitto: «Stiamo cercando casa tra Porto Ceresio, Bisuschio, Saltrio – ci dice -. Con 700 euro (di affitto o di mutuo mensile) si trovano case come la nostra a Mendrisio: vuol dire la metà di quello che paghiamo ora. Con quei soldi ci possiamo fare moltissimo. Non siamo i soli ad averci pensato. Una mia amica ha comprato casa e a giugno si trasferirà in Italia col marito. Mio papà all’inizio era perplesso, poi si è convinto capendo la mia situazione che è diversa dalla sua. Mia mamma se potesse si trasferirebbe subito. Prima di decidere ho cercato su Facebook e ho trovato gruppi che danno consigli alle mamme ticinesi che vogliono trasferirsi in Italia: chi lo ha fatto, non tornerebbe mai indietro. Io non lascio il mio paese senza fatica, ma penso alla mia situazione e sono convinta di fare la cosa giusta».

di tommaso.guidotti@varesenews.it
Pubblicato il 06 maggio 2017
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Commenti

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  1. Scritto da Felice

    Grazie per averci condiviso alcuni sospetti che contribuiscono a smontare l’immagine della Svizzera come paese idilliaco. Un idillio costruito per i banchieri.