Toh, l’artigiano è digitale: Faberlab porta in Bicocca le nuove “officine 4.0”

Bilancio positivo per la missione iBicocca del laboratorio di prototipazione e stampa 3D di Confartigianato Varese

Faberlab in Bicocca

«La maggior parte degli studenti in aula non aveva la minima idea delle vere potenzialità della stampa 3D. Pensavano fosse un fenomeno di nicchia. Con quell’incontro hanno capito che ha un’importanza rilevante. Molto rilevante».

A parlare è Marco Pastore, studente del secondo anno di Economia e amministrazione dell’impresa all’Università Bicocca. Teatro dell’incontro: l’innovativo progetto iBicocca, che prevede cicli di appuntamenti pensati per avvicinare gli studenti al mondo dell’impresa. Protagonista: Faberlab, il laboratorio di stampa 3D e prototipazione di Confartigianato Imprese Varese, chiamato a Milano a raccontare l’importanza della tecnologia nel mondo della manifattura (e non solo).

«L’obiettivo di iBicocca – spiega Pastore, 21 anni, che per sei mesi ne ha seguito la comunicazione – è diffondere la cultura dell’innovazione e stimolare gli studenti a diventare imprenditori di sé stessi.

Renderli consapevoli, con una serie di incontri con imprenditori, manager, start-up, ricercatori universitari, che le cose stanno cambiando in molti settori e portare loro degli esempi concreti».

E Faberlab è stato l’esempio concreto di un artigianato che guarda al futuro, che crede nella tecnologia e ha il coraggio di scommettere e sperimentare. «Dopo l’incontro – confidano Elena Ippolito, coordinatrice del progetto e il collega Mirko Pagani – qualcuno ha detto di aver scoperto una realtà artigianale diversa. L’artigiano culturalmente per loro è ancora il tornitore meccanico. Zero innovazione, zero creatività, zero tecnologia. Hanno scoperto invece che è altro». E la cosiddetta industria 4.0? «Per gli studenti, quella non è l’artigianato. Hanno ancora l’immaginario dello startupparo da garage». Qualcuno potrebbe far notare che l’impresa artigiana, molto spesso, è proprio una start-up. C’è sempre stata, solo che non si chiamava così.

Faberlab in Bicocca

«Non ci sarà mai una tecnologia che sostituirà un buon sarto o un buon produttore di scarpe», ammette Davide Baldi, responsabile di Faberlab, che ha incontrato i ragazzi insieme a Umberto Rega, responsabile formazione di Confartigianato Varese. «La tecnologia li aiuterà però ad andare incontro ai clienti e a fare cose sempre nuove. È necessaria l’unione fra tradizione e innovazione. Le aziende dovranno adeguarsi». E risponde ai ragazzi che gli domandano se la stampa 3D possa avere un ruolo sociale. «Certamente. Noi per esempio abbiamo realizzato con la stampante laser un vassoio per autistici e abbiamo finalizzato un progetto per gli ipovedenti». Altro che zero innovazione, zero creatività e zero tecnologia.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 19 maggio 2017
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