Un monumento per i fucilati del San Martino

La posa della targa commemorativa da parte dell’Anpi per ricordare alcune delle vittime della furia nazi-fascista

Avarie
Foto varie

Rastrellati, torturati, fucilati alla schiena perché si ribellarono alla Repubblica di Salò, stato fantoccio che regalò il Paese agli occupanti nazisti.

Criminali di guerra che in Valcuvia, come altrove, inflissero pesanti sofferenze alla popolazione civile: uomini, donne e bambini.

A chi si oppose a questa furia, a questi combattenti per la libertà l’Anpi di Luino e il comune di Brissago Valtravaglia dedicano una targa commemorativa accanto al sacello sulla ciclabile, in memoria dei partigiani fucilati sul San Martino e ritrovati in una fossa comune in località Cucco di Brissago.

La cerimonia avverrà giovedì, 8 giugno 2017, alle ore 10,00. In caso di cattivo tempo la manifestazione sarà rinviata a data da destinarsi.

Cinque i nomi impressi nel marmo, oltre ai tre i caduti ignoti, a cui non si riuscì a risalire all’identità.

Furono momenti drammatici, quei giorni nell’autunno 1943, quando una formazione partigiana prese possesso delle fortificazioni della Linea Cadorna sulle alture dei monti in Valcuvia – il San Martino – spina nel fianco dell’occupazione militare seguita all’armistizio dell’8 Settembre.

Una presenza scomoda, di circa 150 militari armati comandati dalla medaglia d’oro al valor militare, il colonnello Carlo Croce – molti dei reparti del Regio esercito presenti in zona, altri sbandati dopo l’armistizio – che si scontrarono coi reparti della fanteria tedesca, dell’aviazione e d’artiglieria a cui inflissero gravi perdite.

Il gruppo si chiamava “Esercito Italiano – Gruppo Cinque Giornate”; colti dalla superiorità numerica degli avversari i partigiani si ritirarono e in questi frangenti molti di loro vennero catturati, torturati e fucilati. I corpi gettati in fosse comuni. Oggi una targa rende omaggio ai questi valorosi combattenti per la libertà che si distinsero in uno dei primi episodi della Resistenza italiana.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 31 maggio 2017
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