Valeria, due diplomi, la laurea e niente orari: «L’impresa di papà se lo merita»

«Non stacco mai la spina, lavoro alla Nebuloni Impianti Srl, quando posso aiuto mio marito commercialista e, a casa, faccio la mamma». L’erede di Marino Nebuloni punta sulla squadra e sull’impegno

Nebuloni Impianti Elettrici di via Redipuglia, Busto Arsizio

Tra mamma Franca e papà Marino, non si sa chi dei due sia più positivo. Una cosa è certa: il senso del rischio, Valeria, l’ha ereditato da entrambi. Così nel 2008 la comunicazione si fa formale: «Ho deciso di entrare in azienda». Mamma le chiede se è sicura, mentre papà butta lì un “se vuoi provare, prova”. «Non dimenticherò mai il suo sguardo: speranza e sfida fuse insieme», dice Valeria.

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La speranza c’è e la sfida non fa paura: «Non mi sono mai lasciata spaventare dai sacrifici – commenta la giovane imprenditrice – e le ore non le ho mai contate. Anche quando studiavo».

Storia insolita, quella di Valeria: un diploma, una laurea all’Università Liuc di Castellanza e poi, post laurea, quello che per un aspirante piccolo imprenditore può essere considerato un master. «Ho pensato: se voglio avere un mio ruolo in un’azienda di impianti elettrici industriali e civili, questa fondata da papà nel 1967, devo almeno apprendere i fondamentali – prosegue Valeria – Così mi sono iscritta alla scuola serale per perito elettrotecnico e mi sono diplomata facendo due anni in uno». Insomma, due diplomi e una laurea per partire con il piede giusto. Per il resto Valeria è abituata a «non staccare mai la spina: lavoro in azienda, quando posso aiuto mio marito Pierpaolo nel suo lavoro da commercialista, torno a casa e faccio la mamma. A volte vorrei buttarmi sul divano, ma poi prendo la palla e gioco con i figli. La bimba di 5 anni è tremenda: mi chiede sempre perché vado a lavorare. E le rispondo: perché lavorare serve ed è importante». Valeria racconta tutto con una grande naturalezza, come se il lavoro da imprenditrice le appartenesse da cent’anni.

Forse è così, considerata la passione con la quale Franca e Marino parlano di quello che hanno costruito in cinquant’anni di storia: «A quindici anni, dice il papà, mi hanno affidato il mio primo impianto elettrico di una casa: dovevo fare tutto da solo e ci sono riuscito. Sai la contentezza!».

Ecco qui: con un sorriso così, e con una mamma che tiene tutte le carte in ordine e che ci dice «pensiamo ogni giorno alle famiglie dei nostri cinque dipendenti: questo lo scriva…», Valeria non avrebbe potuto fare diversamente. «Alle mie mancanze tecniche si dovrà sopperire con un coordinatore che tenga insieme la squadra – incalza la giovane – ma fa parte del gioco. Se voglio dare un futuro a questa azienda, devo fare anche le scelte giuste. Anche adesso non manco di motivare i nostri collaboratori e di vivere con loro un rapporto basato su una piccola complicità, ma non voglio che nessuno si senta meno importate di un altro. Lo ha detto mamma: la preoccupazione per i nostri dipendenti e le loro famiglie si fa sentire ogni giorno».

I pezzi da tenere insieme, come in un quadro elettrico, sono tanti. E tenere tutto sott’occhio non è facile. Ma Valeria si sta abituando: «Agli inizi mamma ha cercato di proteggere quello che aveva costruito in amministrazione: rapporti con fornitori, clienti, banche, calcolo dei margini, costo della manodopera e dei materiali. Aveva un suo metodo e io non le stavo dietro. Così un giorno le ho detto: mamma, aiutami a capire! Avevo fretta di imparare…», prosegue Valeria.

E mamma l’ha aiutata e la aiuta ancora adesso. Certo senza l’energia di papà Marino niente sarebbe lo stesso: «Papà ci mette poco a sbottare. Alcune volte è tornato a casa promettendo di chiudere: quando sono entrata in azienda, nel 2008, eravamo già nella grande crisi. E dall’appalto vinto per un hotel da 500 camere si è passati ad una lotta quotidiana anche per piccoli lavori. Ecco perché papà non ti dà mai soddisfazione, poi però lascia intendere che quello che hai fatto era ok».

Nonostante alcune persone mi abbiano detto: «Quest’avventura non fa per te perché è troppo pesante il carico che dovrai gestire, io volevo che l’impegno dei miei genitori non fosse vanificato, così ho deciso di credere in quello in cui loro hanno sempre creduto: il mettersi in gioco continuamente».

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E così è ogni giorno. Con Valeria che usa i social, che mette a frutto quello che ha imparato sui banchi di scuola ma poi lo misura con il mondo (vero) del lavoro, che è entrata in azienda senza un ruolo ed ora, un ruolo, ce l’ha. E se lo vuole tenere stretto.

Perché anche la Nebuloni Impianti Elettrici di via Redipuglia, Busto Arsizio è cambiata: «Devi adeguarti al mercato, ed è per questo che ormai ci occupiamo anche di fibra ottica e domotica. A dettare il passo è il cliente: noi lo consigliamo, collaboriamo con un progettista per soddisfare meglio le sue richieste, troviamo soluzioni che vadano oltre il mercato. Non è facile, ma questo lo sanno tutti», conclude Valeria con una luce di orgoglio negli occhi.

di tommaso.guidotti@varesenews.it
Pubblicato il 26 maggio 2017
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