Arcigay: “Il centro di Varese non è ostaggio dei commercianti”

il presidente di Arcigay Varese Giovanni Boschini sulle dichiarazioni di Ascom riguardo il calo di guadagni delle attività del centro per il Varese Pride

I colori del pride
Riceviamo e pubblichiamo le dichiarazioni del presidente di Arcigay Varese Giovanni Boschini inerenti le dichiarazioni di Ascom sul calo di guadagni delle attività del centro in concomitanza del Varese Pride
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Questa lamentela rappresenta un tentativo politico maldestro per estromettere il Pride dal centro e spero che questa cosa non diventi una scusa per farci fare un giro esterno l’anno prossimo.
In tutto il mondo i commercianti scommettono sul Pride, solo a Varese diventa un problema, come se fosse l’unica manifestazione che ha chiuso il centro negli ultimi vent’anni.
Sempre che di blocco totale si possa parlare: Via Sacco è rimasta chiusa dalle 14:30 alle 15:15 e le altre vie chiuse al passaggio del corteo e riaperte gradualmente.
Ascom è miope e fuori dal mondo: non escludo che dietro questa dichiarazione possa esserci qualche interesse politico. I commercianti seri dovrebbero dissociarsi da questa diatriba inutile e prendere a cuore il Pride, che oltre a essere una manifestazione per i diritti è anche un evento che porta visibilità e persone alla città di Varese.
D’altronde è anche vero che il centro città non è e non può essere ostaggio dei commercianti che con un’attività in centro hanno già deciso di esporsi a tutti i possibili rischi.
La visibilità delle persone LGBTI* è importante e su questo non arretriamo di un millimetro: i disagi nelle vie centrali sono stati limitati al passaggio del corteo dalle 15 alle 17. Non accetteremo future modifiche del percorso per questa polemica

 

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 19 giugno 2017
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