Piantanida: “Paese diviso, Gesualdi dia un segnale”

A Ferno solo 57 voti tra le due liste di centrodestra. La proposta: "Alla minoranza la presidenza del consiglio"

Politica varia

A una settimana dal voto e all’indomani della presentazione della giunta, la lista di minoranza Piantandida per Ferno richiama l’aspetto ambivalente esito elettorale: «Crediamo che i vincitori abbiano molto poco da festeggiare».

Piantanida e i suoi tracciano il quadro di un paese diviso, che regala sì a Gesualdi la maggioranza (nei Comuni sotto i 15mila abitanti basta un solo voto di differenza) ma in un quadro articolato. «Ci sono mancati 57 voti per il sorpasso, una manciata di voti che ha segnato la differenza numerica tra la nostra lista e quella vincente. Su 5 sezioni fernesi, abbiamo ottenuto il maggior numero di voti in 3 sezioni».

Terzo elemento, la mancanza di una maggioranza assoluta dei voti. «Non ci pare ci siano né “vincitori morali” né sconfitti, tenuto conto che saremo amministrati da un gruppo di maggioranza che ha ottenuto 250 consensi in meno rispetto ai due gruppi di opposizione».

Quarto, l’astensione: «La vera sconfitta per tutte le liste si legge nei numeri relativi all’affluenza al voto e ci chiediamo come mai a Ferno il 46% degli elettori, circa 2500, non si sono recati alle urne. Nel 2012 votò il 64% e nel 2007 il 70%. Questa tornata elettorale è stata la peggiore degli ultimi 10 anni, durante i quali l’amministrazione Cerutti ha allontanato i cittadini dalla vita del proprio paese; nessuna assemblea pubblica, nessun consiglio comunale aperto, deciso no anche alla trasmissione in streaming delle riunioni di consiglio comunale».

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Piantanida e Gesualdi fotografati quando erano nella stessa giunta, prima della rottura tra le due parti del centrodestra fernese

Quinto punto, quello più politico: Gesualdi (esponente di Fratelli d’Italia) si è presentato con una lista civica, facendo valere la distanza dai partiti. In un clima di scarsa simpatia per i simboli dei partiti è stato forse interpretato da alcuni come un valore aggiunto, ma secondo Piantanida è anche un segno di debolezza. «L’isolamento in cui si è trovata la lista di Gesualdi non ci pare sia il risultato di una scelta, ma piuttosto l’incapacità di relazionarsi con altri: nessun accordo con le forze politiche del paese, scaricati dai partiti provinciali, nessuna volontà di relazionarsi con coloro che pure hanno dimostrato una forte vicinanza ideologica. Difficile sarà far sentire il peso di Ferno nelle sedi sovracomunali (Malpensa, Regione, CUV)».

«Sin d’ora – spiegano dalle file dei sostenitori di Piantanida – possiamo rassicurare il sindaco Gesualdi sul fatto che non faremo “opposizione disfattista”, faremo un’opposizione costruttiva, collaborativa, leale e non teatrale, ma non per questo meno dura; vigileremo con estrema attenzione sull’operato dell’amministrazione per il bene della nostra comunità. Da parte del sindaco Gesualdi sarebbe un segnale di grande apertura oltre che di estrema collaborazione e garanzia per il bene del territorio che la scelta del Presidente di consiglio comunale cada su un consigliere di minoranza. Una scelta del genere richiederebbe un grande coraggio, una grande capacità decisionale, e sarebbe la vera dimostrazione di una volontà di collaborare non a parole ma con i fatti. Staremo a vedere. Gesualdi riuscirà almeno a vincere la sudditanza psicologica nei confronti del già sindaco ed ora vice Cerutti, oppure sarà quest’ultimo a continuare a tirare le fila della macchina amministrativa?»

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 20 giugno 2017
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