Rivolta rinuncia al Riesame e resta in carcere, ora le dimissioni sono più vicine

Nuovi atti di indagine inguaierebbero il sindaco, in cella da due settimane con le accuse di corruzione, concussione e abuso d'ufficio. Si attende la decisione del tribunale sugli altri indagati colpiti da misura

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Danilo Rivolta ha rinunciato, tramite il suo legale Jacopo Pensa, al pronunciamento del Tribunale del Riesame di Milano sulle misure cautelari nei suoi confronti. Il sindaco di Lonate Pozzolo è in carcere da tre settimane con l’accusa di concussione, corruzione e abuso d’ufficio perchè avrebbe favorito lo studio di progettazione del fratello Fulvio Rivolta.

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Sono, invece, state discusse oggi le posizioni degli altri indagati sottoposti a misure cautelari. In particolare si tratta della compagna di Rivolta, Orietta Liccati (difesa da Alberto Arrigoni) e degli imprenditori Aldo Sangalli (difeso da Stefano Besani), Gianluca Pinza  e Marco Ferrari (difesi da Cesare Cicorella). Il giudice si è riservato di decidere nei prossimi giorni e la sentenza è attesa probabilmente per venerdì.

La mossa del nuovo difensore di Danilo Rivolta sembra voler preludere ad un cambio di strategia. Il sostituto procuratore titolare del fascicolo, Luigi Furno, avrebbe depositato nuovi atti d’indagine che confermerebbero il quadro indiziario secondo il quale il primo cittadino avrebbe goduto di un gran numero di “servizi” a carico della Proget, la società che formalmente era del solo fratello e del quale lui si sarebbe dovuto disinteressare in qualità di sindaco.

Nei nuovi atti prodotti ci sarebbero l’uso della carta di credito aziendale, dell’auto aziendale, il sistematico ricorso all’amico imprenditore Sangalli per le riparazioni dell’auto sua e del figlio e ci sarebbe anche una vacanza pagata dalla moglie di Fulvio Rivolta.

A questo punto ci si chiede se deciderà di dimettersi. Questa sera, infatti, il consiglio comunale di Lonate Pozzolo si riunirà senza di lui e, tra i punti all’ordine del giorno c’è anche la richiesta di dimissioni mentre all’esterno verrà riproposta una manifestazione di cittadini che chiederanno la stessa cosa.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 05 giugno 2017
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