Tania, la spacciatrice 20enne senza paura: “Se non paghi ti faccio ammazzare”

Dall'operazione "Zatla" che ha portato in carcere 18 spacciatori che gravitavano nei boschi del Saronnese, emerge la figura di una ragazza che smerciava ogni tipo di droga al dettaglio

hashish carabinieri

Tania: Stasera fatti trovare ok? Perchè io adesso sto lavorando, quindi io torno alle otto (ndr con fare minaccioso) …vengo direttamente a casa tua e se non mi dai quello che mi devi dare .. fatti la croce .. ok?
Cliente:- ma Tania ascoltami .. te lo dico chiaramente ..non non mi puoi dare altri due o tre giorni  che…
Tania:.- No no no, ( sempre con fare minaccioso), basta te lo giuro su mio padre che io stasera ti faccio casino. Te ne penti…te ne penti di esserti messo contro di me. L’altra volta ti ho portato al bosco , stavolta ti faccio ammazzare…ok?

Tania Sagliocco ha solo 23 anni ma è riuscita a ritagliarsi un suo spazio nel variegato mondo dello spaccio gallaratese. Lei è una delle 18 persone finite nell’indagine dei Carabinieri di Gallarate culminata nell’ordinanza di custodia cautelare richiesta dal sostituto procuratore Luigi Furno della Procura di Busto Arsizio e che ha smantellato un grosso giro di spaccio di stupefacenti in città grazie all’intraprendenza di una madre che si è decisa a denunciare quello che stava accadendo al figlio, sommerso dai debiti con gli spacciatori.

Il fulcro delle attività della giovane gallaratese è l’abitazione che condivide con la sorella e con il cognato che l’aiutano a gestire l’intenso flusso di clienti che frequentano l’appartamento per approvigionarsi di hashish, marijuana, cocaina ed eroina. In casa di Tania si poteva trovare tutto grazie alle sue entrature nel mondo dello spaccio nei boschi, in particolare nella zona tra Uboldo e Cerro Maggiore, in zona Cascina Regusella.

La giovane, in sostanza, faceva da intermediaria tra chi vende nei boschi e chi acquista al dettaglio. In un’occasione gli investigatori sono riusciti ad intercettare una conversazione in cui parla di un’acquisto di 1200 euro di sostanza. Senza paura si addentrava nei boschi di Uboldo per acquistare lo stupefacente direttamente dal capo, Tarik Keddaoui detto “Simo”.

Come si evince dall’intercettazione riportata all’inizio dell’articolo, Tania non va per il sottile  e non si fa problemi a minacciare di morte un cliente che aveva accumulato quasi mille euro di debiti nei suoi confronti. Per questo motivo alla ragazza è stato contestato anche il reato di estorsione.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 27 giugno 2017
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