Teatro Sociale Delia Cajelli, una stagione da incorniciare

Il team che gestisce la storica sala di piazza Plebiscito traccia un bilancio del nuovo corso voluto dalla Fondazione Comunitaria del varesotto che ne è proprietaria

antonio corrado roberto orlando danilo menato

Con la prima settimana di questo mese, considerando quindi anche i saggi e gli spettacoli delle scuole bustocche che, come da tradizione, animano il mese di giugno del Teatro Sociale, sono state più di 30.000 le persone passate dalla casa di Delia Cajelli, a tenere viva la sua passione per la recitazione, la cultura e le arti tutte.

Numeri di assoluto rispetto, soprattutto se si pensa che questa doveva essere a detta di tutti una stagione di rodaggio per il definitivo rilancio della storica sala bustocca, ancora una volta capitanata e diretta dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto (che ne detiene la proprietà) in collaborazione con Educarte, l’associazione culturale con sede proprio negli spazi di piazza Plebiscito. E, naturalmente, c’è grande soddisfazione per i risultati ottenuti.

«Più ancora dei numeri – tiene a precisare Danilo Menato, marito di Delia Cajelli, memoria storica dagli Atecnici a Educarte – sono molto soddisfatto delle buone pratiche di collaborazione che abbiamo saputo mettere in atto tra noi e non solo, dando vita a una programmazione che si è arricchita mese dopo mese di eventi e rassegne che hanno affiancato il Cartellone principale, completandolo e impreziosendolo con i contributi del Teatro di Varese e del Cinema Anteo di Milano, con i laboratori teatrali della Zattera e le rappresentazioni in lingua originale del Palketto Stage, con gli eventi “sociali” organizzati dal Comune di Busto Arsizio e da diverse associazioni del territorio, nonché con alcuni eventi progettati in autonomia dalla stessa Educarte, su tutti le Giornate Pirandelliane, da sempre fiore all’occhiello del nostro teatro».

Convegni e approfondimenti culturali, quindi, ma anche prosa, cabaret, operetta, concerti, danza, tavole rotonde, laboratori teatrali, presentazioni di libri e una sortita anche nel mondo delle arti figurative, per una programmazione a trecentosessanta gradi, che non ha mai nascosto l’ambizione di restituire definitivamente alla città il suo Sociale e a questo il ruolo cardine nella vita culturale bustocca che lo aveva sempre caratterizzato.

«Perché – chiosa Antonio Corrado, nuovo membro di Educarte e coordinatore delle attività del Teatro – questo è il compito che ci siamo dati insieme al presidente Galli: riportare il Teatro Sociale ai fasti di un tempo, facendone un volano di arte e cultura che possa coinvolgere l’intera città, a partire dalle altre sale cittadine. Al netto di qualche sterile polemica, infatti, condivido appieno le parole di Danilo, che ha individuato nella capacità di fare rete (e di farla davvero) il vero successo di questa nostra annata. Una stagione che abbiamo voluto riaprire anche al cinema e ai suoi linguaggi, perché siamo convinti che gli appassionati non amino la confusione dei grandi multisala e che anche le famiglie potranno apprezzare l’idea di poter godere qualche affascinante prima visione nel cuore della loro città, senza mettersi in macchina per andare chissà dove. E non importa se ogni tanto i numeri non ci hanno dato ragione, perché puntare sulla qualità è spesso un investimento a medio-lungo termine. Ed è il nostro obiettivo, anche con piccole chicche da affiancare agli spettacoli di sicuro successo».

Proprio per questo, infatti, hanno ripreso vita propria anche il Ridotto e il Foyer del Teatro, che hanno ospitato diversi corsi e laboratori, nonché piccoli spettacoli sperimentali, alcuni dei quali organizzati in collaborazione con il vicino Bistrot, che da quest’anno è gestito da una cooperativa sociale che fa lavorare alcuni detenuti in misura alternativa alla pena.

I numeri e le ragioni per festeggiare, insomma, ci sono tutti, ma «la speranza – conclude l’architetto Daniele Geltrudi di Educarte – è che si traducano anche e soprattutto in ottime premesse per la prossima stagione. Il cartellone 2017-2018, infatti, non è ancora chiuso, ma abbiamo in serbo alcune sorprese che sicuramente interesseranno i nostri appassionati spettatori e torneranno gli abbonamenti».

Nell’attesa di queste novità, comunque, il Teatro Sociale non va in vacanza nemmeno per la stagione estiva e, anzi, sta preparando quattro eventi serali, naturalmente gratuiti, che animeranno piazza Santa Maria e piazza San Giovanni tra il 29 giugno e il 27 luglio.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 09 giugno 2017
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