Area Whirlpool: sport, economia e benessere al centro dei progetti futuri

A firmarela lettera d'intenti, che conferma il rapporto proficuo tra azienda e Comune, Esther Berrozpe Galindo, presidente Whirlpool EMEA e vice presidente esecutivo di Whirlpool Corporation, e il sindaco di Comerio, Silvio Aimetti

«Il gruppo ha lavorato bene. Ora per la volata restiamo in due: Whirlpool e il Comune di Comerio. Non si tratta di vedere chi vincerà perché arriveremo insieme al traguardo». 

Il sindaco di Comerio Silvio Aimetti sceglie una metafora ciclistica per descrivere il lavoro svolto in questi mesi da quando la multinazionale ha deciso di lasciare lo storico stabilimento per trasferirsi a Pero. 

Nella sala consigliare del Comune è stata firmata una nuova lettera di intenti che sarà il punto di riferimento per definire gli sviluppi dell’area dove aveva il quartiere generale Whirlpool Emea. 

«Dopo alcuni mesi dal nostro trasferimento – ha detto la presidente di Whirlpool Esther Berrozpe Galindo – abbiamo un bilancio positivo sia per i lavoratori che per la parte economica che riguarda questo territorio. Per chi vive nei paesi intorno a Comerio abbiamo sei navette al giorno che portano a Pero. Per i fornitori oltre l’85% dei volumi che Whirlpool sviluppava sono stati mantenuti con chi già forniva beni e servizi». 

Una valutazione analoga arriva dal sindaco Aimetti: «Spostare seicento persone non è facile ed eravamo preoccupati. Al momento non abbiamo risentito di questa scelta. Sappiamo che alcune realtà economiche hanno avuto contraccolpi ma sapranno rivedere il proprio business».

CHE SUCCEDERÀ AL SITO DI COMERIO

Mercoledì è previsto un secondo round del gruppo di lavoro che si era riunito in inverno. Quello che è chiaro è che il progetto si comporrà di tre aree: sportiva, economica e del benessere. Il Comune lavorerà per rivedere il Piano di governo del territorio ed entro l’anno l’iter dovrebbe essere a buon punto. Vanno trovate le risorse per far vita a progetti specifici tenendo insieme pubblico e privato.

Il Gruppo di Lavoro che si è riunito nei mesi precedenti, infatti, ha condotto un’analisi critica dei punti di forza e di debolezza dell’area al fine di definirne la vocazione, individuando alcuni usi che maggiormente si prestano alla valorizzazione del sito e che includono: spazi di lavoro (uffici, laboratori, co-working,), strutture sanitario – assistenziali (case di cura o cliniche di riabilitazione), servizi per il tempo libero e l’intrattenimento, e aree residenziali. varie

La riconversione dell’area, come da lettera d’intenti, dovrà favorire l’insediamento di “attività che generino lavoro e servizi di qualità per la persona, ispirandosi a un solido ma non rigido principio di sostenibilità nelle sue tre declinazioni: ambientale e di contesto, economica e dell’individuo, con una particolare cura ed attenzione per l’accessibilità per tutti e per l’integrazione”.

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 17 luglio 2017
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