È il Gallaratese il territorio più attrattivo per le imprese

Il sud della provincia si conferma per la sua capacità di attrarre imprese. Varese è la più ricca, Busto Arsizio la più innovativa

Liuc generico

«È il Gallaratese il territorio più attrattivo per le imprese». Il fatto che l’autore di questa affermazione sia il professor Massimiliano Serati della Liuc di Castellanza, che in quel territorio ci vive, non deve destar sospetti. Battute a parte, è uno dei risultati evidenziati dalla ricerca “Firm drain – Firm Gain, favorire la localizzazione di imprese sul territorio”, elaborata dal Centro sullo sviluppo dei territori e dei settori della Liuc Business School con il sostegno di Ubi Banca.


(nella foto Luca Gotti, direttore generale di Ubi Banca, mentre interviene durante la presentazione della ricerca)

La ricerca della Liuc, che si basa sui dati della piattaforma “100 % Lombardia”, per elaborare l’indicatore sintetico di attrattività, ha preso in considerazione 6 fattori o sub-indicatori: il benessere economico, struttura produttiva e mercato del lavoro, demografia, cultura e turismo, formazione e infrastrutturazione e sviluppo del settore Ict. 

«I territori con maggior abilità di catalizzare iniziativa imprenditoriale – spiega Andrea Venegoni, ricercatore della Liuc -si polarizzano attorno al capoluogo e nel sud della provincia. Il Bustese e il Gallaratese hanno un’alta infrastrutturazione e una certa ricchezza che consolida le loro buone performance. In forte evoluzione c’è tutto il Saronnese e l’area di Malpensa».

La ricerca mette in evidenza un’assoluta corrispondenza tra il rafforzamento del sud della provincia di Varese nelle aree maggiormente popolate con più infrastrutture. Nel nord della provincia invece c’è stata una forte diminuzione del manifatturiero, con l’unica eccezione dei grandi centri a ridosso del Lago Maggiore, in particolare Luino e Laveno che mantengono la presenza di imprese sul loro territorio.

Il sud della provincia si laurea “campione” di attrattività anche nel settore del turismo. «Sia l’area Bustese che Malpensa – continua Venegoni – confermano l’importanza delle infrastrutture come volano dell’economia».  Nel suo complesso la performance provinciale negli ultimi dieci anni è stata piuttosto modesta per effetto della crisi. Hanno tenuto solo i grandi centri rivieraschi, mentre rimangono alti i  margini di miglioramento per tutti gli altri comuni. «Occorre intervenire – conclude Venegoni – per rilanciare i laghi e nord della provincia».

LA CLASSIFICA DEI SINGOLI TERRITORI PER INDICATORE: IL SUD DELLA PROVINCIA STRAVINCE
«La specializzazione nei settori ad alta produttività e con alto tasso di innovazione, la capacità di promuovere e di creare il talento, dinamiche demografiche che favoriscano il ricambio nella popolazione, mitigando così il treno di invecchiamento del nostro Paese, la ricchezza e le risorse economiche – sottolinea Serati – sono i fattori che contribuiscono a fare di un territorio la miglior scelta localizzativa per un impresa».

La dotazione patrimoniale, cioè la ricchezza privata presente su un territorio, è  un importante fattore per scegliere di insediare la propria impresa in una determinata area. Varese, il capoluogo, è in testa alla classifica di questo indicatore, cioè è la più ricca.  A seguire, Saronno, Busto Arsizio, Olgiate Olona e Somma Lombardo.

Il fattore demografico e il ricambio di popolazione attiva, altro fattore determinante per la scelta di localizzazione delle imprese, vede in testa Caronno Pertusella, Castellanza, Uboldo, Cavaria con Premezzo e Vergiate.

Nella specializzazione nei settori innovatori è Busto Arsizio a far registrare le migliori performance. Seguono: Saronno, Origgio, Castellanza e Somma Lombardo.

Se si prende in considerazione il livello di istruzione della popolazione Venegono Inferiore, prevale su Busto Arsizio, Varese, Gallarate e Castellanza.

di michele.mancino@varesenews.it
Pubblicato il 06 luglio 2017
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