I consiglieri leghisti che non cantano l’inno: “Solo gli sciocchi non cambiano idea”

I due consiglieri Zibetti e Postizzi rispondono alla nota dei giovani Dem che li avevano criticati per non aver cantato l'inno

I consiglieri comunali Andrea Zibetti e Nicolò Postizzi rispondono con una nota al comunicato diffuso dai Giovani Democratici gallaratesi nei giorni scorsi che stigmatizzava la scelta di non alzarsi e di non cantare l’inno di Mameli all’inizio dell’ultimo consiglio comunale.

Cari Giovani Democratici
dovete sapere che in tutta Italia, dai rifugi sulle vette di Bolzano alle spiagge di Chioggia esistono “sensibilità differenti” circa l’inno di Mameli piuttosto che per l’uso del tricolore, non vi dobbiamo certo ricordare l’atteggiamento tenuto di fronte all’intera nazione dal “vostro” Presidente della Camera Laura Boldrini (terza carica dello stato) in occasione della parate delle forze armate, vero? Non ci pare che in quell’occasione abbiate gridato all’oltraggio. In questo contesto di sensibilità differenti il movimento Lega Nord per l’indipendenza della Padania non ha mai fatto mistero della propria posizione circa la festa del 2 Giugno, lo stesso Matteo Salvini l’ha ribadito recentemente, ci stupiamo quindi della vostra reazione.

La tesi che sostenete circa la reciprocità tra Italia e Regione è priva di ogni fondamento. La Lombardia, assieme alle altre regioni, viene riconosciuta come ente territoriale dalla Costituzione della Repubblica Italiana nel 1948, i suoi confini odierni tuttavia coincidono con lo scempio disegnato da Pietro Maestri nel 1864 il quale, per motivi esclusivamente statistici, ha mutilato un’area in origine ben più vasta.
Senza voler ripercorrere secoli e secoli di storia lombarda che vanno dall’autonomia giurisdizionale della Gallia Cisalpina sotto l’impero romano fino ai giorni nostri passando dalla conquista dei Longobardi con re Alboino, alla formazione della Repubblica Cisalpina sotto Napoleone, possiamo dire che a suo modo la Lombardia esiste da ben prima dello stato Italiano. Si può riconoscere la “nascita della Lombardia” nel 1167 sotto forma di alleanza militare contro Federico Barbarossa con il nome di “Lega Lombarda” e questa, può essere ritenuta, seppure in forma embrionale, una delle prime confederazione in tutta Europa. Il significato di tale alleanza è stato talmente importante che persino l’inno che difendete (ma che dimostrate di conoscere poco) la cita tramite la sua battaglia più famosa : «Dall’Alpi a Sicilia dovunque è Legnano». In conclusione, la Lombardia non aveva allora e non ha oggi bisogno dell’Italia per esistere, anzi semmai è il contrario; il saldo del residuo fiscale parla chiaro.

Da giovani a giovani, crediamo che solo gli sciocchi non cambiano mai idea, siamo quindi felici di constatare che il Pd stia, seppur con tutti i distinguo che la retorica di partito impone, facendosi dettare l’agenda politica dalla Lega Nord. Questo sta avvenendo a tutti i livelli. A Besnate il sindaco fa lo sciopero della fame contro l’arrivo di nuovi profughi, Matteo Renzi fa proprio lo slogan leghista “aiutiamoli a casa loro” e sindaci di tutti i capoluoghi governati dal Pd si spingono addirittura a schierarsi a favore del referendum sull’autonomia! Già in molti comuni gli elettori democratici alle recenti amministrative hanno cambiato idea e chissà… magari lo farete anche voi.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 17 luglio 2017
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