“I Laghi in bicicletta” in arrivo 1,6 milioni per le ciclabili

Questa mattina il sottosegretario regionale Ugo Parolo in Comunità Montana per il progetto che realizzerà la sinergia fra settore primario e turistico nel Nord della provincia, sfruttando i percorsi attorno a laghi e montagne

Avarie
Foto varie

Sviluppare un’economia del turismo e del settore primario legata all’attrattività e alla valorizzazione integrata delle risorse: è questo l’obiettivo dei fondi che Regione Lombardia erogherà nell’ottica del progetto “I Laghi in Bicicletta“.
 Per questo alla sede della comunità montana Valli del Verbano questa mattina era presente il sottosegretario regionale con delega alla montagna Ugo Paolo.
Si è parlato infatti della presentazione del finanziamento di 1,6 milioni rientrante nel Fondo regionale per lo sviluppo delle valli Prealpine, che coinvolge due comunità montane (Piambello e Valli del Verbano, capofila) per dare continuità alle già esistenti ciclabili, potenziando lo sviluppo di posti di lavoro che gravitano attorno a questa nuova formula di turismo mutuata dall’esperienza dei paesi del Nord Europa e che ora sta diventando opportunità anche alle nostre latitudini.

INDOTTO – In Europa le piste ciclabili generano indotti che oscillano tra i 100 e i 300.000 € all’anno per ogni km di infrastruttura. È una stima realizzata dal politecnico di Milano che sta lavorando da anni al progetto VENTO, la ciclovia Venezia-Torino, che si snoda per centinaia di chilometri sull’asta del Po.

“In Germania, dove l’indotto del solo cicloturismo è pari a 3,9 miliardi di €/anno, è stato calcolato che la metà della spesa del cicloturista è destinata all’alloggio e alla ristorazione, e questo alimenta le economie locali. In questo Paese mediamente un cicloturista spende 64 €/giorno per vacanze in bicicletta, 16 €/giorno per escursioni giornaliere, e generalmente è disposto a percorrere fino a 5 km per raggiungere punti di ristoro, servizi o strutture per dormire”, si legge nella ricerca.
Una grande occasione di sviluppo economico a cui hanno rivolto lo sguardo le due Comunità Montane delle Valli del Verbano e del Piambello, in collaborazione con la Provincia di Varese; attraverso il confronto tra gli attori pubblici e privati hanno delineato gli obiettivi generali di sviluppo e le strategie di intervento necessarie per realizzarli.

LA STRATEGIA – La strategia complessiva si fonda sull’opportunità di sviluppare un’economia del turismo e del settore primario legata all’attrattività e alla valorizzazione integrata delle risorse (agro-forestali, produzioni alimentari tipiche, ambientali e del patrimonio rurale) del territorio montano.
«E’ necessario sottolineare che le attività primarie assumono oggi, nel contesto montano, un valore terziario di natura fortemente strategica ed è pertanto necessario potenziarne il processo di sviluppo.
Si tratta, pertanto, nello specifico, di ridefinire e/o rafforzare, tra i vari soggetti economici operanti nel settore, una cultura ed una mentalità imprenditoriale che, se nei decenni del boom economico si era  votata all’industria ed alla manifattura, in tempi recenti si è parzialmente riconvertita nei servizi legati al turismo», ha spiegato Giorgio Piccolo, Presidente comunità Montana Valli del Verbano.

IL TURISMO“Forme di turismo sostenibile legato all’ambiente rurale possono essere assi portanti dello sviluppo a patto che sia adeguatamente stimolata, in una visione strategica unitaria, l’integrazione tra le attività agricole, quelle forestali e i servizi offerti al turista; a ciò si deve aggiungere un’opportuna attività di supporto alla promozione  della conoscenza del patrimonio culturale e naturale. Tale atteggiamento, correttamente rinnovato ed attualizzato nella direzione delineata, deve coinvolgere tutte le parti politiche, economiche e sociali – Enti pubblici, imprenditori, associazioni e semplici cittadini – affinché le rilevanti risorse presenti possano essere valorizzate e possano essere sviluppati processi collaborativi e sinergici che scaturendo dai giovani rappresentino uno stimolo di crescita e di qualificazione professionale per tutto il territorio”, dicono dall’Ente montano.
Potranno così essere poste le basi per la creazione di una economia sostenibile e profittevole, in grado di offrire sviluppo e benessere alla popolazione costituendo una concreta risposta alle esigenze occupazionali e sociali.
Compito prioritario degli Enti e delle Istituzioni è quello di essere da supporto e da guida in questo percorso: identificazione di un’idea e di un progetto condiviso da enti locali e da enti sovra-comunali; pianificazione delle modalità e individuazione degli strumenti per il raggiungimento dell’obiettivo; dotazione di mezzi adeguati per consentire il coinvolgimento di attività ed iniziative private; promozione di politiche giovanili e creazione di piani di sostegno economico-finanziario per la nascita e lo sviluppo di nuove attività imprenditoriali nei settori agricolo e turistico; sostegno, mediante azioni di incentivazione e di promozione, delle iniziative private coerenti con tali strategie generali. Il miglioramento dell’efficienza dei servizi essenziali per la popolazione è un altro aspetto caratterizzante l’attrattività del territorio; il livello dei servizi pubblici in termini quantitativi e qualitativi è, infatti, elemento fortemente attrattivo per favorire la crescita demografica e in grado di garantire un opportuno e necessario ricambio generazionale”.
Anche la presenza di numerose aziende agricole sul territorio contribuisce ad elevare il livello di efficienza del territorio sia  dal punto di vista paesaggistico, grazie al presidio delle aree montane altrimenti più soggette al degrado, sia, sul un piano economico, con produzioni agricole di qualità. Il presidio e lo sviluppo del territorio secondo tali indirizzi può costituire elemento d’incentivazione dell’imprenditoria giovanile, promuovendo contestualmente un più marcato orientamento verso un’economia di servizi e del turismo., anche un rafforzamento dell’occupazione femminile.

IL TERRITORIO – In questo ampio contesto si inserisce la strategia condivisa dalle due Comunità Montana, di implementare la rete cicloturistica esistente con l’obiettivo di collegare, attraversando le nostre Valli, i territorio della Confederazione Elvetica con il lago Maggiore, il Ceresio, il Lago di Varese il capoluogo di Provincia e la rete ciclopedonale esistente posta a sud dei nostri territori quali quella del Parco del Ticino. Tale infrastruttura in sede propria e di lunga percorrenza consentirà, come già ampiamente dimostrato in altre realtà, di attirare un sempre più elevato numero di turisti che potranno godere delle bellezze paesaggistiche e naturali delle nostre Valli e dei nostri Laghi dando un importante sostegno e slancio alle aziende turistiche ed agrituristiche del territorio. L’attuazione della strategia consentirà di rafforzare la visibilità esterna del territorio attraverso l’implementazione e promozione della rete cicloturistica unitamente a quella dei percorsi escursionistici montani.

L’INVESTIMENTO – Le linee di intervento progettuali prevedono l’esecuzione delle seguenti opere divise in due assi principali. Il primo è la pista ciclopedonale “asse Porto Ceresio – Induno Olona – Bisuschio”, per 800.000 euro. Il secondo è la pista ciclopedonale riguardante il territorio della Comunità Montana del Verbano, e anche qui l’importo dell’investimento è di 800.000,00. Su quest’ultimo comparto si innestano numerosi interventi. Eccoli nel dettaglio: Realizzazione pista ciclopedonale asse Luino – Cittiglio tratto Cuveglio – Cuvio – 1° lotto, 150.000 euro; Realizzazione pista ciclopedonale asse Luino – Cittiglio tratto Cuveglio – Cuvio – 2° lotto 270.000 euro; Realizzazione pista ciclopedonale asse Luino – Cittiglio tratto Cittiglio – Brenta 340.000 euro; Realizzazione ponte sulla pista ciclopedonale in località Premaggi del Comune di Germignaga 40.000,00 euro.

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Pubblicato il 17 luglio 2017
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