Il Comune paga le telecamere, i cittadini le puntano sulla strada

Il Comune della Valle Olona ha avviato una sperimentazione acquistando 4 telecamere di videosorveglianza con tecnologia RSe che possono essere montate da privati e puntate anche su suolo pubblico

telecamera videosorveglianza

Anche a Olgiate Olona viene proposta una soluzione di sicurezza partecipata con telecamere a zero impatto privacy. L’adozione della tecnologia RSe rappresenta la soluzione al problema della sicurezza nelle città sempre più afflitte da furti, aggressioni, rapine e molto altro.

Grazie all’utilizzo di telecamere RSe rivolte sul suolo pubblico da parte di privati, aziende o negozi consentirà anche sul territorio olgiatese l’attuazione di una rete di videosorveglianza diffusa e sicura (in quanto cifrata), che permetterà di ricostruire le dinamiche di ogni atto criminoso che dovesse aver luogo sul territorio, senza nel contempo incidere sulla privacy del Cittadino.

Solo le Forze dell’Ordine, infatti, potranno avvalersi delle registrazioni depositate localmente laddove la telecamera RSe opera, oppure visionando le immagini in tempo reale accedendo da remoto alla telecamera RSe in modalità protetta, tracciata e previa autenticazione da parte dell’operatore di Polizia, al fine di evitare invasioni ingiustificate nella sfera privata delle persone.

Il Comandante della Polizia locale dottor Alfonso Castellone precisa che “con la spesa di 6.500 euro sono state acquistate 4 telecamere, installate e date in comodato d’uso, in tre zone del territorio, presso le residenze dei cittadini che hanno aderito al Controllo del Vicinato e che hanno accettato di collaborare al progetto, nonché presso l’oratorio del Gerbone; dopo un periodo di sperimentazione sono perfettamente attive e funzionanti già da due mesi.

“La sicurezza urbana è una tematica complessa e solo una risposta articolata può risultare adeguata alle sfide che la nostra comunità ci chiede di vincere” afferma il sindaco di Olgiate Olona Giovanni Montano. “Ecco perché abbiamo colto l’interesse pubblico di questa nuova iniziativa denominata “Sicurezza Partecipata Videosorveglianza RSe” nella quale al privato cittadino viene chiesto di collaborare, insieme agli altri attori, alla tutela della sicurezza, bene primario di tutti”.

Il progetto parte dal presupposto che sono numerosi gli impianti di videosorveglianza collocati all’interno delle proprietà private a tutela dei propri beni e che il Garante della Privacy (con il suo provvedimento dell’8/4/2010) impone che tali telecamere siano posizionate esclusivamente nelle strette competenze della proprietà, limitando al minimo l’inquadratura del marciapiede, e vietandola per la sede stradale.

Attualmente è solo grazie alla tecnologia RSe che si rende possibile l’inquadratura del suolo pubblico da parte del privato e la conservazione delle registrazioni per un tempo di 7 giorni al posto delle attuali 24 ore.
Fabio Malvestiti titolare della ditta Elettroclima Soluzioni srl (installatore certificato impianti RSe) dichiara: “Sono orgoglioso sia come cittadino partecipante ai Gruppi di Controllo del Vicinato, sia come esperto installatore di impianti di sicurezza che il Comune di Olgiate Olona abbia creduto nel progetto e ne condivido le finalità, al fine di ottenere un paese più sicuro”.

L’adozione della tecnologia RSe da parte dei privati cittadini si integra con numerose iniziative (l’impianto comunale di videosorveglianza, i portali con le telecamere per il controllo dei passaggi dei veicoli e registrazione delle loro targhe, la vigilanza dei cittadini nell’ambito del progetto “Controllo del vicinato”, la costante presenza dei militari dell’Arma dei Carabinieri e del personale della nostra Polizia Locale, le campagne di informazione rivolte alla cittadinanza per prevenire le truffe e mantenere comportamenti corretti) che complessivamente possono contribuire non solo alla riduzione della percezione di insicurezza da parte dei Cittadini, ma soprattutto alla riduzione di quei reati predatori, quali furti in appartamento, truffe e rapine, che vedendo spesso coinvolti anziani e altre fasce deboli della popolazione, sono ancora più odiosi.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 17 luglio 2017
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